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omicidio Gungui

Rinvio a giudizio per Mesina: sarà giudicato con rito abbreviato

Rinvio a giudizio per Mesina: sarà giudicato con rito abbreviato

NUORO. Si è presentato scortato dagli agenti del carcere di Badu’e Carros dove è detenuto. Un saluto veloce ai presenti, poi Graziano Mesina, l'ex primula rossa del Supramonte, è entrato nell'aula...

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NUORO. Si è presentato scortato dagli agenti del carcere di Badu’e Carros dove è detenuto. Un saluto veloce ai presenti, poi Graziano Mesina, l'ex primula rossa del Supramonte, è entrato nell'aula gup al quarto piano del palazzo di giustizia.

Ieri mattina il giudice per le indagini preliminari Claudio Cozzella lo ha rinviato a giudizio con l'accusa di essere il mandante dell'omicidio di Santino Gungui, assassinato a fucilate nel dicembre del 1974 a Mamoida. Il gip ha inoltre accolto la richiesta dei legali, Beatrice Goddi e Maria Luisa Vernier, del rito abbreviato condizionato alla produzione della documentazione che attesta come Graziano Mesina all'epoca dei fatti si trovasse rinchiuso nel carcere a Novara nonchè a quale regime carcerario fosse sottoposto.

Esigenza legata alla contestazione fatta nel corso della precedente udienza, dal pubblico ministero Giorgio Bocciarelli che aveva contestato a “Grazianeddu” l'aggravante della premeditazione. Secondo la pubblica accusa, infatti, l'omicidio di Gungui, ucciso con quattro colpi di fucile caricati a pallettoni nella notte di Natale del 1974, fu un delitto commissionato da Mesina che avrebbe punito Gungui per il fatto di essersi tenuto dei soldi che avrebbe, invece, dovuto consegnare ai suoi uomini di fiducia.

La difesa di Mesina cercherà ora di smontare la tesi accusatoria producendo il foglio matricolare che registra tutti i periodi e le date di entrata e di uscita dal carcere di un imputato o indagato in regime di custodia cautelare. Per loro, è impensabile che in quello stato l’imputato potesse organizzare un delitto.

L'ex bandito era finito nei guai nell’ambito dell'inchiesta sull'associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti del marzo del 2012. Era stato intercettato mentre si trovava all’interno della sua Porsche Cayenne. E in quei minuti di conversazione secondo gli inquirenti risiedono le prove del suo coinvolgimento nell’omicidio del mamoiadino. Nella prossima udienza, del 14 giugno, inizierà la discusione e non è escluso si vada a sentenza. (k.s.)

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