Gli operatori di Pratosardo protestano: «Tassati e inascoltati»
Costretti a pagare diversi tributi con le stesse finalità al Comune e al Consorzio industriale Finora inutili gli incontri con l’assessore Marcello Seddone per riuscire a trovare una soluzione
NUORO. Gli operatori della zona industriale di Pratosardo sono sul piede di guerra. Denunciano il fatto che sono obbligati a corrispondere all'amministrazione comunale e al Consorzio industriale, anche a seguito della messa in liquidazione, elevati oneri di natura tributaria e manutentori.
«Seppure imposti da due organi differenti – si legge in una lettera a firma del presidente del Consorzio, Gianni Pittorra – hanno la medesima finalità: la gestione e la manutenzione delle strade e dell’illuminazione della zona industriale di Pratosardo. Tuttavia – si legge ancora nella nota – mentre il Consorzio industriale è titolare ex lege di specifiche funzioni riguardo la gestione dei servizi di manutenzione sulle aree assegnate, il Comune, di contro, riscuotendo il tributo locale della Tasi, esercita un potere impositivo senza poi destinare parte della riscossione della tassa, a favore dei servizi di manutenzione e gestione dell’area».
Tutto ciò, denunciano gli operatori, imporrebbe un carico economico e fiscale diventato ormai insostenibile, visto lo stato in cui versa la zona industriale nuorese, nonché le difficoltà dovute alla crisi economica che ha letteralmente decimato le attività dell’area. Per questo, rivolgendosi all’amministrazione comunale, gli operatori chiedono venga disposta la riduzione dell’imposizione del tributo locale Iuc (Tasi) ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1 delle legge di stabilità (n.147/2013) che prevede diminuzioni della tassa locale al fine di evitare un’imposizione fiscale iniqua, come invece nel caso specifico. «Nonostante siamo chiamati a pagare la tassa per lo smaltimento dei rifiuti – sottolinea un operatore – siamo costretti a effettuare delle convenzioni con gli organi preposti al ritiro perché il servizio di nettezza urbana nella zona industriale non viene effettuato. E' vero – aggiunge – che c'è stata una diminuzione degli importi in fattura ma è anche doveroso rimarcare che paghiamo per un servizio inesistente. Da un anno abbiamo avuto diversi incontri con l'amministrazione comunale che si è dimostrata disponibile al dialogo e al confronto. Ci sono stati diversi incontri con l'assessore Marcello Seddone per trovare delle soluzioni alla nostra situazione che ci vede esclusi da un contesto urbano che pare non ci appartenga, Ma, a distanza di mesi, non abbiamo visto concretizzarsi nulla».
A questo si aggiungerebbero poi i cosiddetti «oneri manutentori» da parte del Consorzio industriale che hanno raggiunto, in alcuni casi, un amento del 115% rispetto a quanto richiesto per le annualità precedenti. Ed è per questo che, a seguito delle richieste ricevute dai consorziati per il pagamento di fatture relative a “oneri manutentori anno 2014”, con una lettere indirizzata all'Ente e al commissario liquidatore, il presidente Gianni Pittorra ha contestato gli importi perchè sproporzionati e ingiustificati rispetto all'attività effettivamente svolta.
«I suddetti importi – si legge nella nota – risultano impropriamente maggiorati. Si richiede inoltre il ricalcolo delle fatture relative al “servizio fognatura e depurazione” in quanto raddoppiato, rispetto agli anni precedenti, senza alcun preavviso».
Ora gli operatori minacciano, in caso di mancati chiarimenti in merito, di rivolgersi all'autorità giudiziaria.
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