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Incontro pubblico sul nuovo riordino degli enti locali

Incontro pubblico sul nuovo riordino degli enti locali

MACOMER. Della legge regionale n. 2 sul riordino degli enti locali approvata ai primi di febbraio e degli scenari e delle prospettive che si apriranno con la sua attuazione si parlerà oggi nel corso...

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MACOMER. Della legge regionale n. 2 sul riordino degli enti locali approvata ai primi di febbraio e degli scenari e delle prospettive che si apriranno con la sua attuazione si parlerà oggi nel corso di un incontro pubblico organizzato dal Partito democratico. L’incontro si terrà alle ore 18:00 nella sala dell’Unione dei comuni del Marghine. Introdurrà i lavori il consigliere comunale di Macomer ed ex segretario provinciale del Pd, Giuseppe Pirisi. Seguiranno gli interventi del consigliere regionale e relatore della legge Roberto Deriu, del consigliere regionale e segretaria provinciale del Pd Daniela Forma e del senatore Giuseppe Luigi Cucca. Le conclusioni sono affidate a Cristiano Erriu, assessore regionale degli Enti Locali e Urbanistica. Considerata l’importanza dei temi che saranno affrontati e delle ricadute che la legge avrà a livello territoriale e, più in generale, sull’intera area del centro Sardegna, è da prevedere una nutrita partecipazione di sindaci e amministratori appartenenti anche ad altri schieramenti politici. La paura è che le zone interne subiscano una nuova e ulteriore marginalizzazione. «La stabilità delle gestioni associate, l’efficiente gestione dei servizi, le economie di scala nello svolgimento delle funzioni amministrative, assicurando nei programmi regionali il finanziamento prioritario delle unioni di comuni» indicata nell’articolo 16 della legge non soddisfa appieno le amministrazioni locali le quali temono che la perdita di autonomia delle aggregazioni provinciali finisca per spogliare il territorio delle funzioni decisionali e di programmazione. Quelle svolte in passato dalle province dovrebbero passare alle unioni dei comuni una volta che si riuniranno in «ambiti territoriali strategici», i nuovi enti formati da più unioni di comuni che svolgeranno il ruolo esercitato dalle province. Quale sarà la prospettiva per l’area del Marghine lo diranno i relatori. Allo stato delle cose le ipotesi di aggregazioni con altri territori sono a livello embrionale. (t.g.t.)

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