Tribunale, botta e risposta tra Mauro Pili e il ministro
Il deputato accusa la maggioranza di aver votato contro il salvataggio Ma Andrea Orlando smentisce: «Nessun voltafaccia, la struttura resterà»
LANUSEI. Ancora una volta l’attenzione si sposta sul tribunale di Lanusei e sui pericoli di chiusura, con il parlamentare sardo Pili versus il ministro Orlando. Il Guardasigilli ha negato che esista il pericolo di chiusura per il presidio ogliastrino. Ieri mattina, il deputato Mauro Pili (Unidos) ha annunciato che era stato respinta alla Camera la parte di un ordine del giorno che aveva presentato e che avrebbe impegnato il governo a non dismettere strutture giudiziarie in Sardegna, a partire dal tribunale di Lanusei. Pili ha tuonato: «Per il governo e la maggioranza il tribunale di Lanusei deve essere chiuso».E questo dopo il voto di mercoledì notte sul’ordine del giorno da lui presentato sullo stato della giustizia in Sardegna e gli impegni del governo sul riassetto territoriale e il rafforzamento degli organici nell'isola. Ma alle 17:30 il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha emesso una nota, subito rilanciata dalle agenzie: «Nessun voto scandaloso, nessuna dimenticanza nè, tantomeno, alcun voltafaccia osceno. L’onorevole Pili sa bene, infatti, che l’ordine del giorno da lui presentato ieri è stato respinto perchè non aveva attinenza alcuna con il dibattito che si stava svolgendo in aula relativo al disegno di legge delega di riforma del processo civile». Il guardasiggili ha evidenziato: «E non avrebbe potuto essere diversamente, d’altronde, dal momento che sulla permanenza del tribunale di Lanusei, proprio pochi giorni fa, ho affermato che il tema dei tribunali della Sardegna non è assolutamente in discussione. L’ho detto alla delegazione di rappresentanti dell’Ogliastra che ho incontrato appositamente nel corso di una visita a Cagliari e lo ribadisco oggi al deputato Pili». Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Franco Sabatini: «È tempo che qualcuno smetta di fare terrorismo a ogni costo sul tribunale di Lanusei. Stiamo vigilando e continueremo a farlo. Le dichiarazioni fatte questo tardo pomeriggio dal ministro della Giustizia sono molto chiare. Così come quelle rilasciate a Cagliari lo scorso fine settimana. Serve una grande unità». In mattinata Mauro Pili ha accusato: «Per il governo e la maggioranza il tribunale di Lanusei dev’essere chiuso.Con un voto scandaloso, 206 contrari e 123 a favore, lo hanno deciso ieri notte i deputati del Pd, Scelta Civica e Udc. A chiedere il voto contrario sulla parte del mio ordine del giorno che voleva mantenere il tribunale di Lanusei è stato il ministro della Giustizia in persona. Pur accogliendo gran parte dell'ordine del giorno, il Guardasigilli ha chiesto di stralciare il punto relativo al tribunale di Lanusei, come se avesse dimenticato di botto quello sostenuto una settimana fa in Sardegna». Ma alle 17:30 è arrivata la nota di Orlando. In serata Pili lo ha definito «un ministro voltaggabana». Il deputato sardo del Pd, Francesco Sanna, intervenendo nella polemica sollevata dal deputato ex FI contro il ministro Orlando, ha rimarcato: «Il tribunale di Lanusei e l'Ogliastra possono stare tranquilli, perché la geografia giudiziaria della Sardegna non la fanno gli ordini del giorno da un tanto al chilo dell'onorevole Pili, né i voti che ormai distrattamente l'aula di Montecitorio esprime sui suoi consueti bollettini settimanali». Sanna ha anche detto: «Bene ha fatto il ministro Orlando ad offrire un parere positivo alle prolisse, innocue e generalgeneriche paginate del documento, ma chiedendo che la parte sulla geografia giudiziaria (dove si cita il tribunale di Lanusei) andava espunta, perché come precisa oggi, totalmente estranea al provvedimento ed alla discussione politica che si è svolta».
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