I Rossomori promuovono la giornata contro le guerre
NUORO. Il dramma dei conflitti in Medio Oriente e nell'Africa mediterranea è aggravato dalla conoscenza non adeguata dei fatti e delle logiche che ne stanno dietro. Aiutare a superarlo è l'impegno...
NUORO. Il dramma dei conflitti in Medio Oriente e nell'Africa mediterranea è aggravato dalla conoscenza non adeguata dei fatti e delle logiche che ne stanno dietro. Aiutare a superarlo è l'impegno dei Rossomori nuoresi, che hanno organizzato per oggi la Giornata di sensibilizzazione contro le guerre. L'appuntamento nella sala dell'ex mercato di piazza Mameli, dalle 10. Ieri la presentazione da parte del coordinatore provinciale Davide Muledda, e degli attivisti Stefania Murru e Paolo Cottu. Durante l'evento la testimonianza della giornalista di Nuoro, Ilaria Biancacci. Da alcuni anni firma reportage dalle terre dove sono in atto gli scontri, determinati da rivalità antiche e aggressioni per motivi razziali che ciclicamente ritornano. Con Biancacci alcuni rappresentanti dell'organizzazione umanitaria Emergency. Prevista anche una ripresa serale (ore 19), nella sala Isre di via Mereu. Protagonista la compagnia Cada Die Teatro, del regista Pier Paolo Piludu, che racconterà invece vicende e vite dentro la tragedia della seconda guerra mondiale. Fatti e giornate presenti nell'atto teatrale "Famiglia Puddu" , dove a raccontare è un ragazzo down, vissuto in un tempo in cui la disabilità era un difetto imperdonabile e patita in misura anche maggiore se si era nati in una famiglia di fede fascista, di cui era parte anche l'esaltazione delle virtù fisiche. Altro contributo il video con gli ultimi testimoni dei bombardamenti degli alleati su Cagliari, dal titolo "Quando scappavamo col cappotto sul pigiama". Produzioni per fare un parallelo con le vicende odierne e aiutare una maggior presa di coscienza. Punto nodale per Muledda: «La guerra con i suoi profughi viene presentata dai media come un problema per i disagi legati all'accoglienza e non in quelle che sono le sofferenze dei profughi». Il dibattito di Nuoro vuole contribuire a rafforzare la richiesta agli stati europei di azioni in grado di bloccare le cause: «Una è certo, a iniziare dalla Siria, quella del rifornimento di armi speciali, alcuni carichi in partenza da industrie italiane. E tutto questo nonostante l'embargo Onu». Paolo Cottu ha rimarcato che Nuoro e il territorio hanno manifestato spesso la denuncia contro le guerre, le dittature e il terrorismo: «Ricordo le prese di posizione sul Vietnam, il Cile, e negli ultimi anni dopo l'attentato a Parigi».
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