La Nuova Sardegna

Nuoro

Ottana Polimeri, il futuro nelle mani di Paolo Clivati

di Federico Sedda
Ottana Polimeri, il futuro nelle mani di Paolo Clivati

Le dichiarazioni dell’assessore regionale Piras durante l’ultimo incontro: «L’Eni disponibile a vendere all’imprenditore gli impianti di Sarroch»

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OTTANA. Sul futuro di Ottana Polimeri la parola ora passa a Paolo Clivati. Lo si desume dalle dichiarazioni dell'assessore all'industria, Maria Grazia Piras, pronunciate nel corso dell'incontro con una delegazione di lavoratori e delle organizzazioni sindacali del territorio che si è tenuto mercoledì scorso nella sede del consiglio regionale. «Per quanto riguarda la trattativa tra Clivati e Versalis per l’acquisizione dell’impianto di Sarroch – ha detto l’assessore – il 3 marzo scorso l’Eni ha manifestato la sua disponibilità a cedere lo stabilimento. Spetta ora all'imprenditore formalizzare la proposta di acquisto».

Parole chiare che non lasciano spazio a dubbi: la prossima mossa spetta a Paolo Clivati d'accordo con il partner thailandese Indorama. Questo significa che Ottana Polimeri dovrà mettere sul tavolo di Eni, proprietario di Versalis, la proposta di acquisito e soprattutto la disponibilità finanziaria per concretizzare l’investimento. Finora Clivati ha fatto sapere che per attuare il progetto di filiera chimica sull’asse Sarroch-Ottana sono disponibili 50 milioni di euro. Ora, stando a quanto emerso dalle dichiarazioni dell'assessore Piras, sembra giunto il tempo di tirarli fuori quei soldi o, quanto meno, di fare la prima mossa per dare il via alla trattativa che dovrebbe portare all'acquisto del ramo di impianti di Versalis che si interfacciano con la produzione di Ottana Polimeri. Le due fabbriche sono ferme da due anni. Ora potrebbero ripartire insieme in una sorta di cordone ombelicale che integrerebbe le produzioni di entrambe. Ottana Polimeri ha da tempo presentato alla Regione un piano industriale che prevede l'acquisto degli impianti xileni di Versalis indispensabili per la produzione di paraxilene, materia prima necessaria per il riavvio a Ottana della produzione del Pet (plastica per bottiglie). Il tutto nell'ambito di accordi già stipulati con la raffineria Saras, già proprietaria dell’altro ramo industriale di Versalis, per l’approvvigionamento delle materie prime necessarie al processo di integrazione produttiva della filiera chimica. Finora, però, l’Eni non aveva fornito risposte ufficiali alla richiesta di cessione a Ottana Polimeri degli asset dello stabilimento di Sarroch. L’assessore all'Industria, Maria Grazia Piras, ha ora fatto sapere che l’operazione si può fare a patto che Paolo Clivati «formalizzi la sua proposta di acquisto».

La Regione, insomma, avrebbe concluso la sua opera di mediazione per cui la palla passa ora nelle mani dell'imprenditore lombardo e del socio Indorama. A questo punto, l’azienda non avrebbe più alibi. La ripresa produttiva di Ottana Polimeri e il richiamo al lavoro dei settanta operai in cassa integrazione dipende solo dalla volontà di attuare il progetto. Che deve, però, passare anche attraverso la ripresa produttiva di Ottana Energia. Senza l’energia e le utilities prodotte dalla centrale elettrica, infatti, Ottana Polimeri non potrebbe ripartire. E qui il discorso torna sul tavolo della politica. Le sorti dei due stabilimenti, insomma, sono sempre più legati da un percorso comune ricco ancora di incognite.

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