La Nuova Sardegna

Nuoro

Alla scoperta dei segreti delle birre artigianali

di Francesco Cabras

Un corso della Confcommercio per la formazione di nuovi produttori «È la bevanda più famosa, ma la meno conosciuta in tutti i suoi aspetti»

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NUORO. Di birra, si sa, i sardi ne bevono tanta. Una media di quasi 62 litri pro capite all’anno: oltre il doppio del dato nazionale. E Nuoro e provincia in particolare concorrono in modo decisivo a sollevare l’asticella del “record” regionale con 70,4 litri di consumo a persona. Se poi si considera che la statistica è elaborata senza distinzione di fasce d’età (quindi tra i consumatori sono compresi anche i neonati), il dato reale risulta molto più alto.

Un fenomeno che se da un lato va contrastato riguardo al consumo e all’abuso da parte di giovanissimi e automobilisti che si mettono ubriachi alla guida, dall’altro porta con sé un risvolto economico che non può essere ignorato, soprattutto ora che anche a Nuoro si sta facendo sempre più strada la cultura della birra artigianale. Titolari di bar e ristoratori non si possono più limitare a servire una birra basta che sia “ghiacciata e con poca schiuma”, ma, se richiesto, devono saper informare il cliente sulla composizione e lavorazione della bevanda e dare i giusti consigli su quali cibi abbinare. Né più, né meno di quanto accade (o dovrebbe accadere) per il vino. Ed è in quest’ottica che Confcommercio Nuoro Ogliastra ha dato vita a un corso di formazione rivolto agli operatori del settore e dedicato ai processi di fabbricazione e degustazione della birra artigianale.

Le lezioni si sono tenute all’interno del birrificio Zemyna, start up tutta nuorese avviata a fine 2015 da cinque soci, e che produce la birra Saulè, già in distribuzione in diverse attività commerciali. Il corso, riservato a quindici partecipanti, è consistito in due giornate di lezioni teoriche e pratiche durante le quali il mastro birraio Valentino Corsi (socio del birrificio) e il sommelier Ivan Deriu hanno illustrato agli iscritti le varie tecniche di produzione, le differenze tra le birre circa il gusto, la composizione, il colore, e anche le diverse modalità di presentazione e servizio ai clienti. A ogni tipo di birra, infatti, dovrebbe corrispondere uno specifico bicchiere e differenti modalità di versarla all’interno, nonché di gustarla.

«La birra è la bevanda più famosa, ma la meno conosciuta in tutti i suoi aspetti», afferma Bruno Mulas, socio e consulente aziendale di Zemyna. «Qualche anno fa – continua – c’è stato il boom del vino, ora assistiamo a quello della birra artigianale, con il consumatore che vuole essere informato sul prodotto». Per questo il corso pensato da Confcommercio sarà il primo di una serie che verranno organizzati nelle prossime settimane.

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