La Nuova Sardegna

Nuoro

Idea Motore, arriva il giorno del giudizio

di Stefania Vatieri
Idea Motore, arriva il giorno del giudizio

Domani al tribunale di Brescia si decide il futuro dei 90 operai senza lavoro da anni: «Chiediamo un’ultima possibilità»

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NUORO. Am Italia, ex Idea Motore, di fronte a un bivio: il destino dei lavoratori è appeso a un filo. Domani il giudice fallimentare del tribunale di Brescia aprirà le buste con le offerte dell'asta pubblica per l'aggiudicazione dei macchinari dell'industria di motori elettrici per lavatrici, dichiarata fallita a metà luglio dello scorso anno. Due le proposte d'acquisto presentate. Da una parte la speranza, riposta nell'offerta di una cordata di piemontesi pronti ad acquistare le attrezzature e riavviare la produzione con l’assunzione immediata di 25 ex operai, un turno di lavoro e la produzione di 1.600 motori al giorno. Dall'altra, un secondo soggetto interessato al semplice acquisto dei macchinari, il cosiddetto spezzatino, e la definitiva fine del "sogno industriale nuorese". Intanto dai 90 ex operai giunge l'ultimo disperato appello perché tutte le forze sociali e politiche lottino al fianco dei lavoratori quest'ultima battaglia. «Siamo i 90 operai dell’ex Idea Motore- Am Italia – scrivono gli ex lavoratori –. Il nostro futuro ha le ore contate perché domani verranno aperte le buste con le offerte per la vendita dei macchinari della fabbrica». «La notizia di una possibile riapertura dello stabilimento – continuano – è stata accolta da noi tutti come un raggio di sole nel buio più profondo. E ad essa ci siamo aggrappati con tutte le nostre forze, perché affamati di dignità, la nostra, uomini e donne invisibili agli occhi di chi non vuol vedere, nell’indifferenza generale. Per questo motivo chiediamo a tutte le Istituzioni preposte che ci sostengano e si attivino per non farci perdere questa ultima possibilità di riscatto sociale». I lavoratori ricordano come molti di loro non percipiscano alcun reddito e siano stati definitivamente estromessi dal percepire qualsiasi forma di ammortizzatore sociale. Altri invece ne usufruiranno ancora per poco, dopodiché anche per loro ci sarà il nulla. «Vogliamo sottolineare con forza che, se le nostre aspettative dovessero essere disattese, siamo fermamente decisi a impedire lo smantellamento della fabbrica con ogni mezzo possibile: presidii permanenti, picchetti e quant’altro necessario per difendere la nostra speranza», dicono i lavoratori.

"Fiore all'occhiello dell'industria nuorese, “fabbrica rosa della Barbagia", così venne definita Idea Motore ai suoi esordi, quando nel gennaiol 2001 iniziò la produzione di motori elettrici per lavatrici nell'area industriale di Prato Sardo. Una società per azioni, con sede legale a Brescia e stabilimento di produzione e stoccaggio a Nuoro. Con all'attivo oltre novanta dipendenti assunti a tempo indeterminato, l'80 per cento donne. Fino al fallimento del 2008, anno in cui si affaccia lo spettro dello crisi. Anche allora tutto sembrò perduto, ma a rilanciare la fabbrica nuorese ci penso Am Italia, che prese in affitto gli stabilimenti e i macchinari. Qualche boccata di ossigeno e poi la serrata definitiva lo scorso luglio.

«Desideriamo tornare a fare ciò che sappiamo fare, ridando così un po’ di respiro ad una città e ad un territorio in depressione e contribuendo a sviluppare le nostre comunità e non solo – concludono gli operai –. Il nostro obiettivo è che tutti riprendano il proprio posto di lavoro e lotteremo per far sì che questo avvenga».

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