Mille firme per salvare il Mulino
Farina: «Il monumento non può essere stravolto, la Regione riveda il progetto»
NUORO. La storia del mulino Gallisai va di pari passo con lo sviluppo industriale della città di Nuoro sin dal 1898, quando don Franceschino Guiso Gallisai ne acquisì l’intera proprietà con l’annesso frantoio in località Sa Concia, segnando l’inizio dell’espansione in grande stile di una serie di attività imprenditoriali, perno della trasformazione moderna della città e dell’intero territorio. Da allora e per diversi decenni il mulino sarà sinonimo di progresso, lavoro e di rilevanti e munifici interventi in campo sociale.
Oggi il complesso, sito nel quartiere di Santu Predu, a pochi passi dalla casa natale di Grazia Deledda, è al centro della petizione popolare “Mille firme per salvare il mulino Gallisai”. Promotrice dell’iniziativa che contesta il nuovo progetto è l’associazione culturale “Il Mulino”, presieduta da Antonio Farina. Per la ristrutturazione dell’edificio, avviata dalla Regione e affidata ad un gruppo di tecnici in gran parte continentali, il progetto del futuro museo dell’identità prevede una serie di interventi che di fatto snaturano un prezioso esempio di archeologia industriale. «Quello approvato dalla Regione – ha detto Antonio Farina – prevede stravolgimenti inaccettabili che cancellano la vecchia architettura di un edificio sul quale si riconoscono intere generazioni di Nuoresi, che lavorando proprio nel Mulino hanno contribuito all’affermazione di un’azienda storica e alla crescita della città. Non entriamo di certo nel merito delle scelte e tantomeno nelle polemiche sulla destinazione d’uso del fabbricato – ha proseguito il presidente del sodalizio nuorese –, ma chiediamo con forza alla Regione la modifica del progetto».
Nella motivazione allegata alla raccolta delle firme si legge tra l’altro che nel progettare il nuovo edificio non si è tenuto conto della storia che esso ha rappresentato nel processo industriale del centro Sardegna a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento e che ne costituisce anzi il suo emblema. Anzichè prevedere la realizzazione di anonimi cameroni che sarebbero più adatti alle nuove zone di espansione della città, i firmatari chiedono che si possa al contrario destinare parte del vasto edificio per ricordare la storia del pioniere dell’industrializzazione nuorese, Franceschino Guiso Gallisai, e dei tantissimi suoi concittadini che nei decenni prestarono con lui la loro opera in quella che è stata una straordinara avventura industriale.
L’associazione chiede alla Regione di rivedere il progetto, considerando il Mulino un monumento da salvaguardare evitando il destino subito in passato da altri edifici storici in città e nel contempo impedire il dirottamento dei finanziamenti in altre zone della Sardegna. Tanti i cittadini comuni che hanno già firmato, ma anche intellettuali, presidenti di associazioni culturali, amministratori comunali e regionali. La raccolta proseguirà nei prossimi giorni.
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