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Scuola: persi 17 Comuni, caos insegnanti

Scuola: persi 17 Comuni, caos insegnanti

La nuova spartizione degli istituti tra le province mette in crisi i docenti. Budoni e San Teodoro passano a Sassari

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NUORO. Due comuni, San Teodoro e Budoni, che passano da Nuoro a Sassari, e 15 altri paesi della Barbagia di Seulo, del Sarcidano e della Marmilla, che abbandonano l’ufficio scolastico provinciale del capoluogo barbaricino e diventano di competenza, invece, di quello di Cagliari. E nel mezzo, decine e decine di insegnanti che da un giorno all’altro si trovano a fare i conti con un’altra provincia e con questo spostamento vedono anche scemare le loro speranze di conquistare una scuola nel territorio che invece avevano scelto perché vicina alla loro casa.

Se non è una vera rivoluzione, insomma, poco ci manca: si chiama ripartizione per “ambiti territoriali”, è prevista dal decreto sulla cosiddetta “buona scuola” ed è la ridistribuzione delle scuole di un certo territorio all’interno di confini che corrispondono più o meno alle vecchie province ministeriali. Ognuno degli ambiti, in base alla legge, non potrà avere una popolazione scolastica superiore ai 40mila studenti. La definizione di questi nuovi ambiti è importante per i docenti perché cambierà anche il modo nel quale gli stessi insegnanti verranno assegnati nelle loro sedi: chi vorrà cambiare scuola, e magari avvicinarsi al suo paese di residenza, da adesso in poi non potrà più compilare una domanda nella quale indica le sue preferenze tra gli istituti, ma dovrà indicare, invece, l’ambito territoriale al quale appartiene e sperare che un preside gli proponga un contratto. Con gli ambiti territoriali, infatti, scatta la tanto contestata chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici.

Nelle ultime settimane, a Cagliari, sindacati e ufficio scolastico regionale si sono incontrati proprio per discutere dei nuovi ambiti territoriali nei quali sarebbero state ridistribuite le scuole sarde e la provincia di Nuoro, come spiega la Gilda presente all’incontro, è stata uno dei territori più penalizzati: perde 17 comuni. «San Teodoro e Budoni – spiega il coordinatore regionale del sindacato Gilda, Gianfranco Meloni – transitano dall’ufficio scolastico provinciale di Nuoro a quello di Sassari, mentre 15 comuni del Sarcidano, della Marmilla e della Barbagia, tra cui Isili, Nurri e Seui, passano dall’Usp di Nuoro a quello di Cagliari. E in questo cambiamento, ci sono diverse situazioni paradossali come il caso di Ussassai che pur non ricadendo nella provincia di Cagliari, fa parte dell’istituto globale di Seui che, viceversa, ricade in questa provincia e deve essere spostato da Nuoro».

Ma il vero caos ricade tutto sulle spalle dei docenti. In teoria, infatti, come spiega la Gilda, gli insegnanti coinvolti dovrebbero poter decidere di conservare la propria titolarità nella vecchia provincia nella quale rientravano, ma in pratica non avranno questa possibilità perché, spiega il sindacato, «non è stata predisposta una specifica sequenza contrattuale che consenta di gestire la situazione senza costringere nessuno a trovarsi titolare, obtorto collo, nella provincia “sbagliata”. Nessuna richiesta di deroghe o interventi straordinari, d’altro canto, è pervenuta alla Regione dall’amministrazione scolastica, regionale o nazionale, per cui tutti i docenti interessati al meccanismo si ritroveranno titolari di una provincia senza averla mai veramente scelta».

«La provincia di Nuoro è stata dunque fortemente ridimensionata – spiega la vicecoordinatrice nazionale della Gilda, Maria Domenica Di Patre – e decine di docenti si trovano spostati da un giorno all’altro in un’altra provincia e perdono la speranza di un trasferimento vicino a casa. La provincia di Nuoro, insomma, perde un sacco di posti titolari e di questo ne ho parlato recentemente con il direttore scolastico regionale, Francesco Feliziani, anche se la colpa di tutto è della legge 107 e dell’ultimo contratto sulla mobilità che noi come Gilda, infatti, non abbiamo firmato. Porterò comunque la questione al ministero e daremo battaglia».

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