Giudice di pace a Macomer, accordo in bilico
Dopo il via libera il ministero della Giustizia non risponde alle sollecitazioni del Comune
MACOMER. Cancellato con la riforma Severino – che ha soppresso gli uffici giudiziari periferici – l’ufficio del giudice di pace di Macomer è stato riammesso al ripristino dal ministero di Grazia e giustizia, ma nonostante gli enti locali del Marghine si siano impegnati a farsi carico del costi, l’ufficio è rimasto sulla carta e il ministero non risponde alle sollecitazioni. La speranza è che non sia l’ennesima beffa, che andrebbe ad aggiungersi a quelle della soppressione della sezione staccata del tribunale e della chiusura del carcere, anche perché in questo caso sarebbe una doppia beffa in quanto due funzionari del Comune di Macomer sono stati destinati all’ufficio del giudice di pace e sono stati avviati a formazione. Il mancato ripristino del servizio, senza il quale anche per impugnare una contravvenzione al codice della strada bisognerebbe andare a Oristano, vanificherebbe gli sforzi e gli oneri sostenuti dal Comune di Macomer.
Il sindaco, Antonio Succu, ha scritto al ministro della Giustizia Andrea Orlando sollecitando la riattivazione dell’importante servizio che restituirebbe alle popolazioni della zona il diritto di accedere in loco ai servizi giudiziari.
I due funzionari del comune che garantiranno il funzionamento dell’ufficio sono stati distaccati presso il Tribunale di Oristano dove per tre mesi hanno partecipato all’attività di formazione e sono stati affiancati al personale per apprendere le conoscenze necessarie allo svolgimento delle nuove funzioni. «Questo ha rappresentato per il nostro ente un sacrificio in termini economici e di riduzione della disponibilità di risorse umane in un periodo di sofferenza si bilancio sia per la città di Macomer che per il territorio – scrive il sindaco al ministro Orlando –, sopportiamo però quest’onere convinti dell’importanza che abbia tale ufficio in termini di servizi resi». Succu ricorda poi l’attività di formazione del personale si è conclusa il 27 dicembre, ma sono trascorsi quasi tre mesi senza che si abbia notizia della riattivazione dell’ufficio. Sia il comune di Macomer che l’Unione dei comuni del Marghine avevano messo a disposizione dei locali, che rimangono inutilizzati nonostante vi siano altri richiedenti. Per cercare di sbloccare le cose, il sindaco ha chiesto la collaborazione del senatore Giuseppe Luigi Cucca, che fa parte della commissione Giustizia. «Come peraltro ha già fatto in passato - dice il sindaco – il senatore Cucca mi ha garantito il massimo sostegno e il suo impegno». La paura è che, come è già avvenuto col carcere, la cosa senza che il servizio venga riattivato. (t.g.t.)
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