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Gruppi speleo a Dorgali

Gruppi speleo a Dorgali

Successo della due giorni all’interno della grotta di Ispinigoli

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DORGALI. Un successo annunciato la due giorni di attività di tutti i gruppi speleo della Sardegna riunitisi a Dorgali sabato e domenica per l’annuale corso di formazione del primo soccorso in ambienti ipogei. Un successo la cui eco è arrivata anche nel continente tanto che, da diversi gruppi abituati a trascorre le vacanze nelle grotte dell’isola, sono arrivati in diretta i saluti e gli auguri di buon lavoro. Confermati i numeri della vigilia. I padroni di casa del Centro Speleo Dorgali intitolato a Vottorio Mazzella che hanno prestato tutto il supporto logistico, svolgendo un grande e impegnativo lavoro di preparazione prima e dopo l’evento ringraziano: la Cantina sociale, il caseificio per la preziosa collaborazione con i loro prodotti e il parroco don Michele Casula per avere messo a disposizione i locali. I 150 partecipanti tra tecnici medici e iscritti al corso nella giornata di sabato nella nuovissima sala conferenze nella nascete Casa di riposo hanno svolto i temi all’ordine del giorno nel campo delle sicurezza. Gli organizzatori sono stati la Commissione regionale scuola di speleologia del Comitato esecutivo regionale della Sardegna con la collaborazione della Federazione Speleologica Sarda, il patrocinio del Sass, Soccorso alpino speleologico della Sardegna. La giornata di chiusura si è svolta nella gGrotta di Ispinigoli dove si sono tenute le manovre pratiche da parte dei medici e dai tecnici specializzati del Sass. Si è trattato di un corso di secondo livello che rientra nel programma di formazione e prevenzione per gli speleologi. Il corso ha convogliato a Dorgali poco meno di 140 persone tra relatori, tecnici e medici, tra i quali non meno di 90 speleologi in arrivo da tutte le associazioni della Sardegna affiliate all’Associazione speleologica sarda. Un punto fisso che è stato ribadito in più occasioni è che gli allievi dovranno capire che non si devono in alcun modo sostituire ai medici del Sass, unici a poter intervenire sul ferito. (n.mugg.)

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