La Nuova Sardegna

Nuoro

Idea Motore va a un colosso giapponese

di Stefania Vatieri
Idea Motore va a un colosso giapponese

La Nidec corporation si aggiudica i macchinari: finiranno nell’Est Europa. Stop al sogno di riassunzione di 25 ex-lavoratori

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NUORO. Per un pugno di euro finisce l’era della fabbrica nuorese di motori elettrici per lavatrici. Il colosso giapponese Sole Nidec si aggiudica i macchinari di Am Italia, ex Idea Motore. La dichiarazione di morte per lo stabilimento nuorese, fallito a metà luglio, è stata firmata ieri pomeriggio dal giudice fallimentare del tribunale di Brescia alla fine dell’asta pubblica, alla quale hanno partecipato due soggetti con offerte d’acquisto molto differenti. Da un lato una società formata da una cordata di piemontesi pronti ad acquistare i macchinari e riprendere la produzione nella fabbrica nuorese con l’assunzione immediata di 25 ex operai; dall’altra il leader mondiale dei motori elettrici industriali, la Nidec corporation.

Nata nel 1973, la multinazionale nipponica vanta oggi un fatturato di 8 miliardi di euro all’anno, 160 mila dipendenti distribuiti in oltre 30 stabilimenti sparsi in tutto il mondo e una produzione di 200 milioni di motori industriali. Una competizione senza rivali dunque, con base d’asta fissata per 278 mila euro, raddoppiati nel giro di qualche minuto dai rialzi vertiginosi della società giapponese con sede a Pordenone, che ha messo in ginocchio in appena mezz’ora la cordata piemontese. «Abbiamo rilanciato fino quando è stato possibile – riferiscono alcuni soci della cordata subalpina qualche minuto dopo l’asta –. Purtroppo ci siamo trovati di fronte una multinazionale con budget d’acquisto stratosferici decisa ad aggiudicarsi i macchinari, non abbiamo retto il confronto» spiegano amareggiati. «Siamo molto dispiaciuti per gli operai che avevano riposto in noi una speranza e a dirla tutta noi stessi eravamo convinti che di fronte a una situazione simile il concorrente si facesse da parte. E invece non è stato così» concludono. Da ciò che è trapelato ad asta conclusa sembrerebbe che la società giapponese non si sia espressa in favore di una possibile ripresa della produzione in loco, bensì ha espresso la volontà di voler portare via i macchinari alla volta dell’est Europa, dove il costo della manodopera è più vantaggiosa, per avviare una produzione di motori elettrici li. Sembra essere un destino segnato quello della fabbrica di Pratosardo Am Italia, ex Idea Motore e dei suoi 90 operai che a distanza di svariati anni lottano perché gli venga restituita la dignità e il loro lavoro. Ma anche stavolta a un passo dalla rinascita tutto è di nuovo crollato. Sorto nella zona industriale di Pratosardo, lo stabilimento di motori elettrici per lavatrici, Idea Motore apre i battenti nel gennaio del 2001 assumendo inizialmente circa venti dipendenti a tempo indeterminato, che in breve tempo diverranno novanta. Il sogno industriale nuorese era tutto lì, in quel capannone che aveva dato lavoro a poco più di un centinaio di persone con oltre l’80 per cento di personale femminile altamente specializzato e di diverse fasce d’età. Dal brillante esordio, con ritmi produttivi ai massimi livelli e tripli turni di lavoro per smaltire le numerose commesse, fino al fallimento del 2008, anno in cui si affaccia lo spettro dello crisi. «Un fulmine a ciel sereno – lo definiscono alcuni operai dello stabilimento – in un periodo in cui produceva tantissimo». Pochi i sopravvissuti all’epoca, con circa il 90 per cento dei lavoratori messi in cassa integrazione. Poi la svolta con l’ingresso nel capoluogo barbaricino della società con sede legale a Brescia Am Italia, che prese in affitto gli stabilimenti e i macchinari dell’azienda, assumendo a tempo indeterminato undici lavoratori.

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