Vertenza industria domani all’esame del consiglio comunale
Ottana, l’iniziativa è stata presa dal sindaco Franco Saba «Se non si trovano soluzioni la situazione precipiterà»
OTTANA. La crisi del nucleo industriale di Ottana sarà al centro della riunione del consiglio comunale del paese che si terrà domani, giovedì 17 marzo 2016, con inizio alle 18,30. L’iniziativa è stata presa dal sindaco, Franco Saba, che ha partecipato all'incontro tenutosi nei giorni scorsi a Cagliari, nella sede del consiglio regionale, tra una delegazione di operai e sindacalisti, il presidente del consiglio, Gianfranco Ganau, e i capi gruppo consiliari. L'incontro era stato preceduto da un sit-in dei lavoratori di Ottana Polimeri, Ottana Energia e delle imprese d'appalto davanti alla sede del consiglio regionale di via Roma. «Durante quella manifestazione – sottolinea il primo cittadino di Ottana – ho potuto constatare ancora una volta non solo le preoccupazioni dei lavoratori per il loro futuro, ma anche le responsabilità che gravano sulle istituzioni e sulla parte imprenditoriale per evitare il tracollo e per dare prospettive concrete e immediate al problema della ripresa produttiva dell'area industriale di Ottana». La situazione, rispetto a due anni fa, quando, a causa della crisi del mercato e dei costi di produzione troppo alti, chiuse Ottana Polimeri, è diventata ancora più grave. Dal primo gennaio 2016, infatti, anche la centrale elettrica di Ottana Energia ha chiuso i battenti. Per gli 82 lavoratori di questo stabilimento l'azienda ha chiesto la cassa integrazione straordinaria a partire dall'11 aprile 2016 e fino al 10 aprile 2017. Il nuovo provvedimento di cig metterà così sulla stessa barca i lavoratori di Ottana Energia e quelli di Ottana Polimeri che in cassa integrazione lo sono già da due anni con richiesta di proroga per altri due. «Se non si troveranno soluzioni immediate al tavolo della Regione e, soprattutto, a quello del governo – sottolinea il sindaco di Ottana – la situazione rischia di precipitare, con ripercussioni disastrose sul tessuto sociale ed economico del paese, già provato da anni dalla crisi del settore tessile e dalla cronica mancanza di lavoro». La crisi di quel poco che resta dello stabilimento chimico di Ottana, che un tempo dava lavoro a duemila e 500 lavoratori, rischia di dare il colpo definitivo alle prospettive di crescita del territorio. Soprattutto se non si riuscirà a salvare l’esistente e a trovare una valida alternativa alla crisi dell'industria. Uno spiraglio è stato aperto dall'assessore all’Industria, Maria Grazia Piras, che, nell’incontro svoltosi a Cagliari, ha fatto sapere che il percorso per la ripresa della filiera chimica sarda potrebbe ripartire con una azione sinergica tra Ottana Polimeri e l’Eni, proprietario dello stabilimento Versalis di Sarroch che si interfaccia con la fabbrica del Pet di Ottana. Sulla questione energetica, invece, si attendono le decisioni di Terna sul ruolo di Ottana Energia nella rete elettrica sarda. Quel che è certo è che il futuro di Ottana è giunto a un bivio.
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