Ormeggi troppo cari al porto di Cala Gonone, la protesta dei diportisti
DORGALI. La stagione turistica non è ancora iniziata ma le polemiche sul porto di Cala Gonone sono già cominciate. Questa volta ad alzare la voce è un gruppo di diportisti, costretti a lasciare a...
DORGALI. La stagione turistica non è ancora iniziata ma le polemiche sul porto di Cala Gonone sono già cominciate. Questa volta ad alzare la voce è un gruppo di diportisti, costretti a lasciare a secco le loro piccole imbarcazioni a causa dei costi spropositati dei posti barca imposti dal gestore del tratto di banchina del Comune. Secondo i diportisti, che hanno scritto un documento, il risultato è che il porto è vuoto. E tutto questo mentre ancora infuria la polemica sulla comunicazione ufficiale fatta di recente dal sindaco Angelo Carta, secondo il quale ci sarebbe un interesse da parte di imprenditori cinesi per la realizzazione di un porto avveniristico. «Si parla di un nuovo progetto per il porto e fioccano le proposte che arrivano dalle diverse parti politiche, dagli operatori e dai cittadini. Chissà come finirà questa storia del porto futuristico», si legge nella nota stampa del gruppo di cittadini. Ma i diportisti si lamentano non solo per l’ampliamento del porto – che dovrà diventare un molo galleggiante sul modello di quello di Montecarlo – ma soprattutto per l'impossibilità di usufruire delle banchine attuali, vista la concessione comunale ad una ditta privata che chiede ai diportisti cifre astronomiche.
«Ad una analisi attenta delle tariffe dei porti della Sardegna compresi tutti i servizi (acqua, luce, guardiania notturna e diurna), si noterà come il porto di Cala Gonone sia, fra tutti, il più caro, sia d'estate che d'inverno. La desolazione è totale – prosegue il documento – Nessuna barca è ormeggiata e molti proprietari di barche sono costretti a tenere le loro imbarcazioni in garage o addirittura a venderle, visto che si deve corrispondere una quota quotidiana ai gestori anche in primavera, in autunno e in inverno. Non si capisce come ciò sia potuto accadere a cala Gonone visto che, come accade altrove, potevano essere dati in concessione alle diverse associazioni presenti nel territorio tratti di banchina o ormeggi a tariffe accessibili, dei quali avrebbero potuto usufruire tutti».
Ma non sono solo i diportisti a lamentarsi. Protestano anche i diversi operatori che hanno visto calare sensibilmente i loro affari in quanto la zona del porto è ormai deserta. «Ci si chiede se un porto turistico possa d'improvviso diventare porto commerciale e che valutazione abbia fatto l'attuale amministrazione per propendere per una tale scelta», concludono i diportisti.
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