Terme di Su Anzu, nuovi progetti per il recupero
DORGALI. Fosse stata in una altro paese, probabilmente oggi l’area termale di San Giovanni sarebbe già un centro benessere con qualche migliaio di frequentatori da tutte le parti dell’isola e non...
DORGALI. Fosse stata in una altro paese, probabilmente oggi l’area termale di San Giovanni sarebbe già un centro benessere con qualche migliaio di frequentatori da tutte le parti dell’isola e non solo. Invece, da quando i romani che nel vasto territorio dorgalese hanno lasciato più di un testimonianza del loro passaggio, hanno scoperto la sorgente acqua sulfurea, sono stati pochissimi gli interventi pubblici per valorizzare quello che i dorgalesi chiamano Su anzu (il bagno).
Nel tempo solo piccoli interventi del Comune e tanti da parte dei privati cittadini per migliorare “sa lapia”. Finalmente adesso arriva una proposta seria per lo sfruttamento delle terme da parte dell’amministrazione comunale. La notizia è stata data nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale convocato in fretta e in furia dal sindaco Angelo Carta, visti tempi ristrettissimi, per l’approvazione di un progetto preliminare per la partecipazione al bando regionale “Baddhe” e la relativa quota di cofinanziamento da parte del comune di Dorgali. Opera meglio definita come “Interventi di recupero e di riqualificazione paesaggistica di aree degradate o utilizzare in maniera impropria, progetto di ristrutturazione, recupero e valorizzazione delle terme pubbliche di “Su Anzu”.
Bando che è stato pubblicato dall’assessorato regionale degli Enti Locali, Finanze ed urbanistica e ha come obiettivo quello di finanziare interventi di recupero dei valori paesaggistici e riqualificazione di aree caratterizzate da forme di degrado e il recupero delle terme pubbliche di “Su Anzu” rientra a pieno nel bando.
Il progetto è stato realizzato dai tecnici comunali, l’architetto Luciano Deluigi e dall’ingegner Davide Fancello. L’intervento di cui è stato presentata da parte dell’assessore ai lavori pubblici Nannina Spanu una ricostruzione virtuale prevede una spesa di 330mila euro dei quali 297 oggetto di richiesta del finanziamento alla Regione e di 33mila euro di cofinanziamento comunale. Il progetto è stato approvato all’unanimità dai presenti (11 su 17).
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