La Nuova Sardegna

Nuoro

ex Idea Motore, dopo la vendita dell’azienda

La Regione: «Cercheremo di far restare i giapponesi»

La Regione: «Cercheremo di far restare i giapponesi»

NUORO. «Cercherò di incontrare i nuovi proprietari della fabbrica con l’obiettivo di convincerli a restare, visto che che la Regione è pronta a mettere a disposizione tutte le strutture finanziarie...

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. «Cercherò di incontrare i nuovi proprietari della fabbrica con l’obiettivo di convincerli a restare, visto che che la Regione è pronta a mettere a disposizione tutte le strutture finanziarie per il rilancio dell’azienza». L’assessore regionale all’Industria, Maria Grazia Piras, si è attivata immediatamente non appena sulla sua scrivania è arrivata la preoccupata nota della Fiom Cgil, firmata dalla segretaria provinciale nuorese, Maddalena Casula, e dal segretario regionale, Mariano Carboni.

«La società giapponese Sole Nidec si è aggiudicata all’asta i macchinari di Am Italia, ex Idea Motore, che dal 2001 ha operato nell’area industriale di Pratosardo. La multinazionale nipponica, con un fatturato annuo di oltre 8 miliardi di euro e 160 mila dipendenti in oltre 30 stabilimenti sparsi in tutto il mondo e una produzione di oltre 200 milioni di motori industriali, vorrebbe portare i macchinari dell’azienda nuorese in un Paese dell'Est Europeo dove il costo della manodopera è più vantaggioso e riavviare lì la produzione di motori elettrici – hanno scritto i sindacalisti nella nota inviata, oltre che all’assessore Piras, al presidente Pigliaru e a tutti i consiglieri regionali del territorio, al senatore Cucca e al deputato Capelli, al sindaco Soddu e alla commissaria della Provincia, Sabina Bullitta –. La nostra preoccupazione è che se questa decisione venisse confermata, rappresenterebbe per il territorio nuorese la cancellazione definitiva di una realtà industriale importante. Come Fiom Cgil chiediamo a tutti di attivarsi – hanno concluso i sindacalisti – con gli strumenti a loro disposizione, per incontrare i rappresentanti della società giapponese e capire se si può aprire un confronto per tenere in Sardegna i macchinari e la produzione e salvare i posti di lavoro».

Fin qui l’accorato appello del sindacato, a difesa di lavoratori che fino all’ultimo avevano sperato di poter riprendere a lavorare, visto che a manifestare interesse la fabbrica era stata un’azienda italiana che, se fosse riuscita ad acquisire l’azienda, avrebbe fatto ripartire immediatamente gli impianti. Invece, i giapponesi hanno spiazzato tutti con un’offerta-monstre. In questo contesto si è inserita la polemica con le istituzioni. I lavoratori dell’ex Idea Motore hanno infatti detto a chiare lettere essere stati abbandonati da tutti.

«Non si può parlare di menefreghismo o di abbandono da parte di un'amministrazione impegnata nella salvaguardia di una zona industriale che da lavoro a centinaia di famiglie ritenendola centrale e strategica per lo sviluppo di Nuoro e della Sardegna Centrale – ha replicato l’assessore comunale alle Attività produttive, Marcello Seddone –. Il caso ex Idea Motore è particolarmente complicato con una procedura fallimentare e il margine d'azione non è tanto. Con l’assessorato regionale all’Industria cercheremo un dialogo con la multinazionale giapponese affinché si possano trovare soluzioni mirate alla salvaguardia dello stabilimento e dei posti di lavoro. Non lasceremo nulla di intentato per restituire serenità ai lavoratori e alle loro famiglie».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative