Bornioli: «Ripresa? Qui la recessione è un bagno di sangue»
Il presidente della Confindustria provinciale contro l’Istat «Segnali positivi solo a Cagliari, il Nuorese è allo stremo»
NUORO. Altro che ripresa. Nel Nuorese la crisi morde ancora. Per il presidente di Confindustria Roberto Bornioli gli ultimi dati diffusi dall’Istat sul mondo del lavoro delineano un quadro impietoso per la provincia. «Il dato più allarmante è il crollo dell’occupazione: nell’ultimo anno sono stati persi 2300 posti di lavoro – commenta – Nel 2015 il tasso di disoccupazione ha fatto un balzo in avanti di 3 punti percentuali: dai 7.200 disoccupati del 2014 si è passati agli 8.800 del 2015. È un bagno di sangue». Per non parlare della disoccupazione giovanile: più della metà dei giovani nuoresi è senza lavoro.
Il Nuorese viaggia a una velocità diversa rispetto al resto della Sardegna. I dati Istat diffusi la scorsa settimana hanno certificato che l’economia nell’isola sta riprendendo fiato (con un aumento di 15mila occupati alla fine del 2015), ma la ripresa è a macchia di leopardo: i dati migliori si registrano nel Cagliaritano mentre il Nuorese sta sprofondando ogni giorno di più. «I numeri diffusi dall’istituto di statistica confermano una realtà che che la nostra organizzazione ha più volte descritto nel corso dell’ultimo anno – continua Bornioli – Il dato più allarmante in provincia è il crollo dell’occupazione che riguarda tutti i settori produttivi, dall’industria all’agricoltura fino al commercio e al turismo. È ridicolo che si parli di ripresa nell’isola quando nel Nuorese la crisi economica non fa che peggiorare». E il jobs act, la garanzia giovani?. «Non scherziamo – ribatte Bornioli – Gli sgravi contributivi funzionano quando l’economia tira e le imprese, per rispndere all’aumento della domanda, decidono di aumentare gli investimenti e assumere nuovo personale. Qui, invece, le imprese stanno chiudendo: è questa la triste realtà». Ogni giorno muore un’azienda. Da domani mattina la saracinesca della “Casa del formaggio”, in piazza de Bernardi, un pezzo di storia della città, rimarrà abbassata. Idea Motore, l’azienda modello di Pratosardo che produce motori per lavatrice, nei giorni scorsi è stata venduta all’asta a un colosso giapponese che vuole trasferire la produzione in Romania: i primi a lasciarci la pelle saranno i 90 dipendenti. «Qui sono più le aziende che chiudono che quelle che aprono. Per Idea Motore ho chiesto all’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras di aprire un tavolo per provare a salvaguardare i posti di lavoro». Bornioli sa che è un’impresa disperata ma «bisogna provarci. La Regione ha un dovere morale oltre che economico nei confronti di quei lavoratori». È passato più di un anno da quando la Confindustria nuorese, i sindaci e i sindacati hanno presentato alla Regione un piano di rilancio del territorio. L’intesa con Cagliari sembrava a un passo e invece ancora non c’è stata la firma dell’accordo che metterebbe sul piatto 80 milioni di euro per le infrastrutture, per il rilancio del settore agro-alimentare e del distretto del marmo di Orosei, per la scuola e l’università. «Il ritardo è da addebitare alla mancata firma dell’accordo da parte dell’unione dei comuni della Barbagia. Mi auguro che ciò avvenga al più presto perché il Nuorese è in agonia, non si può aspettare ancora». Ma gli investimenti non bastano: per dare una scossa all’economia nuorese «è necessario anche un drastico taglio della tassazione per le imprese». (g.z.)
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