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Nuoro

Psd’Az, il segretario Tola: «Soltanto uniti si vince»

di Francesco Pirisi
Psd’Az, il segretario Tola: «Soltanto uniti si vince»

Alla Satta il congresso provinciale dei Quattro Mori con Palermo grande assente L’apertura alle altre anime del sardismo mentre è in corso una dura lotta interna

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NUORO. Linee programmatiche e politiche per il prossimo futuro ed elezione della rosa dei componenti della segreteria provinciale, chiamati a breve a scegliere il leader territoriale. Non un passaggio di pura ufficialità ieri per i Quattro mori nella sala della "Satta". A Nuoro anche il presidente nazionale Giovanni Columbu, a conferma del voler cogliere ogni occasione per un processo di unificazione con chi in politica sostiene la bandiera dell'identità sarda. Per la verità il regista-politico originario di Ollolai ha sempre tra le grane la diatriba tra la maggioranza nazionale, del segretario Christian Solinas, e chi gli si oppone, a iniziare dalla federazione di Nuoro, guidata dal sindaco di Posada, Roberto Tola. Il congresso provinciale la conferma: diserta il segretario nazionale e dei locali Lorenzo Palermo, capo dell'ala avversa a Tola, insieme ai suoi seguaci. Columbu interviene e blinda la federazione. Nessun commissariamento, ma si continua con gli organi eletti dagli iscritti. Anche se nel frattempo la riforma degli enti locali ridisegnerà ambiti istituzionali e modificherà appartenenze stratificatesi nel tempo delle province. L'unico cambio ammesso è quello dei dirigenti.

Dalla segreteria dopo il 9 aprile uscirà fuori il nome del nuovo segretario, sempre che non si opti per la conferma di Roberto Tola. Con il primo cittadino posadino, ieri dalle urne sono usciti i nomi di Salvatore Guido, Bardilio Fancello, Antonio Spanu, Salvatore Sotgia, Camillo Gosamo, Salvatore Murgia, Giovanni Marcello, Renzo Sulis, Marco Chessa, Matteo Carta, Gianni Marceddu, Piero Fadda e Salvatore Guiso.

Distanze e divisioni in gruppi, quando non in bande, che arrivano da lontano. Solo a cavallo del duemila il primo scontro fratricida che diede vita ai Sardistas di Efisio Serrenti, contestato per avere accettato le offerte del centro-destra di Mauro Pili e Mario Floris, con il quale assunse la presidenza dell'assemblea sarda. Più vicina ai giorni nostri l'uscita del gruppo dei Rossomori. La stessa presidenza di Columbu nasce e vive nella frattura interna, con il vecchio presidente Giacomo Sanna, ripetuta nei territori. In attesa di nuovi assetti il congresso di Nuoro fa capire di guardare ora più all'esterno, a chi da poco o da tanto tiene in alto il vessillo sardista. Ci sono Bustianu Cumpostu (Sardigna Natzione), Pier Giorgio Pira (Movimento Zona Franca), la cagliaritana Claudia Zuncheddu, a Nuoro per portare il saluto di Sardegna Libera, che per l'ex consigliera regionale arriva dopo il passaggio tra i Rossomori. Partito che ricorda, ma senza affetto: «Sono succubi del Pd».

Dopo la guerra scatenata qualche anno fa nella casa dei Quattro Mori ritorna anche Paolo Maninchedda, del Partito dei Sardi. Il Psd'Az è stato per lui il sogno politico di un paio di stagioni, durante la giunta Cappellacci. Il presente per il professore di Macomer è il governo di centro-sinistra, da assessore con il governatore Pigliaru. La questione identitaria, crede, possa far superare divisioni e posizionamenti. Tutto sarebbe nel sommo bene della Sardegna. Tanto più che se ci si unisce verrà anche a mancare l'altalena, tra destra e sinistra, negli "apparentamenti" vista nelle ultime legislature. L'idea è di diventare maggioranza.

Come pensa Roberto Tola: «Se ci si unisce si arriva a oltre il 30 per cento. A quel punto saremmo noi a decidere alleanze e soprattutto programmi». Impegni che il congresso del Psd'Az ha ribadito ieri: la fine dell'industria chimica, il taglio delle basi militari, e il passaggio a un settore produttivo basato su beni e vocazioni del territorio. Altra cosa: la creazione della zona franca e in Barbagia del parco regionale.

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