Sessanta aziende chiuse in soli due mesi
Dai piccoli negozi ai bar e agli alberghi: nel Nuorese e in Ogliastra continua la morìa nei settori commercio e turismo
NUORO. Non c’è una sola categoria che si salvi: dai negozi agli agenti di prodotti alimentari, passando per gli alberghi, perfino i bar. L’agonia è ormai virale, incontrollata e incontrollabile. Basta leggere gli ultimi dati sul tasso di mortalità delle imprese nuoresi e ogliastrine: – 43 aziende del commercio al dettaglio; – 12 aziende del settore alloggio e somministrazione; – 7 intermediari del commercio. Non fa eccezione il commercio su area pubblica: – 3 aziende. Sono i numeri “venuti a mancare” nel primo bimestre 2016. «È evidente che la deflazione e la contrazione dei consumi stanno letteralmente distruggendo il tessuto imprenditoriale dei comparti di nostro riferimento» commenta Dario Capelli, presidente della Confesercenti Nuoro-Ogliastra. Dati e tabelle alla mano, sottolinea: «Qui non si tratta di fare i catastrofisti, ma è evidente che i numeri ci confermano l’impossibilità delle imprese a reggere un mercato condizionato esageratamente da una contingenza economica negativa». Mentre nel primo semestre dell’anno scorso era stato registrato qualche timido segnale di miglioramento, ora non c’è alcun dubbio: «Nelle province di Nuoro e dell’Ogliastra, la morìa di aziende dei settori commercio e turismo è continua». Inarrestabile.
«Preoccupa soprattutto il fatto – continua Capelli – che le aperture del primo bimestre 2016 (13 commercio al dettaglio e 11 alloggio e somministrazione) siano tornate agli stessi livelli del corrispondente periodo dell’anno 2014 (10 commercio al dettaglio e 13 alloggio e somministrazione), in controtendenza rispetto ai primi mesi del 2015 dove invece si registrava un più alto tasso di aperture di nuove imprese».
Nel dettaglio: il commercio su area pubblica chiude con un – 3, è perché ben 5 aziende si sono cancellate dagli elenchi della Camera di commercio, mentre soltanto 2 nuove si sono iscritte. «Un settore, questo – spiega Capelli –, che negli ultimi quattro anni ci aveva consegnato saldi costantemente positivi». Le imprese del commercio al dettaglio, invece, hanno perso 56 vecchi iscritti, mentre le new entry sono state solo 13; il settore alloggio e somministrazione ha avuto 11 iscrizioni ex novo di fronte a 23 cancellazioni; gli intermediari del commercio hanno conquistato 4 nuove iscrizioni ma ne hanno perso 11 storiche. Insomma: tutti i settori monitorati tra gennaio e febbraio 2016 sono andati in rosso. «Questa è una tendenza pericolosa che non può essere invertita senza una robusta ripresa dei consumi interni» conclude a chiare lettere il presidente della Confesercenti Nuoro-Ogliastra.
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