Il lavoro che non c’è: il grido di dolore del sindaco di Ottana
Riunione del consiglio comunale per discutere della crisi Saba: «Dal 2007 ad oggi persi più di 2mila posti di lavoro»
OTTANA. La discussione sulla crisi dell'area industriale del centro Sardegna ha dato l'occasione al consiglio comunale di Ottana di allargare il dibattito anche alla crisi generale del paese. Così, la seduta del 17 marzo scorso, convocata dal sindaco, Franco Saba, per fare il punto sulla vertenza lavoro nell'ex comparto Enichem ormai ridotto al collasso, si è trasformata in un'analisi più approfondita della situazione economica di Ottana. A fornire i dati di uno scenario sempre più critico è stato il vice sindaco Roberto Del Rio. «Se si leggono alcuni dati statistici degli ultimi quindici anni – ha detto l'assessore – non ci si può non rendere conto dello stato in cui versa la comunità di Ottana. Dal 2002 al 2015 la popolazione è diminuita dall'8,9 per cento, mentre il tasso di disoccupazione è del 51 per cento, più del doppio di quello nazionale. A questo si aggiunge che il numero dei nati è sempre inferiore a quello del morti, mentre il numero degli immigrati è inferiore a quello degli emigrati. I dati Istat – ha concluso Roberto Del Rio – evidenziano la necessità di individuare politiche sociali e per il lavoro per dare alla comunità condizioni di vita dignitose». La discussione è stata aperta dal sindaco, Franco Saba, che ha riferito quanto la situazione del comparto industriale stia diventando sempre più drammatica. «Dal 2007 a oggi è stata chiusa la maggior parte delle aziende con la perdita di oltre due mila posti di lavoro. Ormai si sta andando sempre peggio. L'ultimo colpo è la richiesta di cassa integrazione per i lavoratori di Ottana Energia. Ora è arrivato il momento di sentire le istituzioni e, soprattutto, di farsi sentire da loro». Si è detto pronto a fare la sua parte per rivendicare il diritto al lavoro anche il consigliere della minoranza, Edoardo Barca. «Come gruppo di minoranza sosteniamo qualsiasi azione intenda portare avanti l'amministrazione comunale per chiedere sviluppo e lavoro. Occorre uscire dall'apatia per individuare nuove strade perché ormai nello stabilimento ex Enichem non c'è più niente». Una posizione unanime, quella del consiglio comunale di Ottana, che punta a chiedere un'inversione di rotta da parte della Regione e del governo nei confronti di un territorio disastrato. «L'obiettivo – ha concluso il sindaco – è quello di fare dichiarare questa zona area di crisi nazionale».
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