Il sindaco di Dorgali contro il riordino degli enti locali
DORGALI. «Il mio non è un attacco alla città metropolitana di Cagliari. È la presa d'atto di un'occasione perduta, quella di considerare la Sardegna come un’unica città. Bisogna avere il coraggio di...
DORGALI. «Il mio non è un attacco alla città metropolitana di Cagliari. È la presa d'atto di un'occasione perduta, quella di considerare la Sardegna come un’unica città. Bisogna avere il coraggio di mettere le ruote al carrozzone regionale e spostare il consiglio regionale a Nuoro e la giunta a Oristano». È una presa di posizione dura quella del consigliere regionale Angelo Carta – nonché capogruppo del Psd’Az e sindaco di Dorgali – intervenuto martedì scorso in Consiglio regionale. «La legge regionale sugli enti locali approvata di recente persegue l’obiettivo di riforma del sistema delle autonomie locali, quale momento di modernizzazione di una pubblica amministrazione che deve diventare più dinamica ed efficiente, il più possibile vicina ai cittadini» – dice il sindaco – La discussione in Consiglio regionale ha segnato un momento storico perché ha costretto tutti, amministratori e cittadini, a confrontarsi con un importantissimo argomento».
In Sardegna, ricorda il sindaco, «si è sviluppato un confronto serrato, a tratti anche animato. Il punto più discusso è stato quello del la rappresentatività dei territori: alcuni sono stati premiati, altri mortificati, come la Sardegna centrale, che è stata spogliata di qualsiasi rappresentatività politica e che si trova adesso costretta a scegliere tra la rete urbana e le unioni dei comuni. Una scelta obbligata che porta in sé tutte le incognite di un contenitore al momento vuoto, come è svuotata di ogni competenza è la Sardegna centrale».
Il sindaco ricorda poi che in Sardegna ci sono 1 milione e 600mila abitanti, contro i 2.800.00 di Roma e i 1.300.000 di Milano. Non solo. Sassari dista da Cagliari 200 chilometri, Nuoro da Cagliari 160 km, Sassari da Nuoro 130 km. «Distanze – dice il sindaco di Dorgali – che in altre parti d'Italia e d'Europa non rappresentano un ostacolo, al contrario di quanto avviene in Sardegna». «I sardi per andare a Cagliari sono costretti a macinare chilometri».
La conclusione di Angelo Carta è amara. «Ora aspettiamo che un decreto legge dica ciò che tutti ben sappiamo: che l'industria ad Ottana è fallita, che avere trasporti interni efficienti è impossibile, che il turismo non decolla, che l'agricoltura stenta, così come l'ambiente, una risorsa più volte evocata come motore di una nuova stagione di sviluppo, non porta nulla. Tutto ciò lo sappiamo bene, ma senza l'imprimatur del governo di Roma non si può fare nulla. Il riordino del sistema delle autonomie è stata l'ennesima occasione perduta sull'altare del cagliaricentrismo» . (n.mugg.)
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