La Nuova Sardegna

Nuoro

Maxi vertice a Cagliari per Idea Motore

di Stefania Vatieri
Maxi vertice a Cagliari per Idea Motore

La Regione fissa un incontro con la multinazionale giapponese per chiederle di riprendere la produzione e tenere gli operai

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NUORO. Vertenza Am Italia-ex Idea Motore, la Regione incontra i vertici della Sole Nidec corporation. L'appuntamento è fissato fra due settimane nel Palazzo di via Roma. Attorno al tavolo delle trattative saranno seduti il Ceo della sede italiana della multinazionale Sole Nidec, l'assessore regionale all'Industria Maria Grazia Piras, il sindaco Andrea Soddu e l'assessore comunale alle Attività Produttive Marcello Seddone. Al centro dell'incontro ci sarà la formale richiesta da parte della Regione nei confronti della multinazionale nipponica di riprendere la produzione nello stabilimento nuorese con la disponibilità per un eventuale accordo che preveda il reinserimento lavorativo degli ex operai.

«Pur coscienti delle tante difficoltà di questa lotta e senza voler alimentare facili illusioni per i dipendenti e le loro famiglie, percorreremo ogni via possibile al fianco dei lavoratori — commenta Marcello Seddone, assessore comunale alle Attività Produttive —. La vertenza degli ex lavoratori di Idea Motore è stata accolta positivamente dalla Regione, ed in particolare dell'assessorato all'industria che in tempi rapidi ha organizzato un incontro con la multinazionale giapponese con l'obiettivo di incentivare l'azienda a rimanere sul territorio nuorese — ha spiegato —. Dal canto nostro continueremo a lavorare per realizzare l'obiettivo programmatico della zona franca urbana, a partire dalle imprese della zona industriale di Prato Sardo —sottolinea Seddone —. Intendiamo coinvolgere in questa battaglia tutti coloro che vedono nella fiscalità di vantaggio un importante strumento di sviluppo economico».

Nel frattempo prosegue inarrestabile la protesta dei lavoratori impegnati da tre giorni in un sit in permanente davanti ai cancelli della fabbrica. «Costi quel che costi, ma i macchinari dallo stabilimento non usciranno», Ribadiscono a chiare lettere gli operai metalmeccanici impegnati anche in queste ore nel sit-in di protesta, iniziato giovedì mattina, davanti alla fabbrica di motori elettrici per lavatrici di Pratosardo. Il muro umano innalzato dagli ex lavoratori contro lo smantellamento della linea produttiva — acquistata dieci giorni fa durante un’asta pubblica dal colosso giapponese Sole Nidec corporation — ha l'obiettivo di ostacolare la delocalizzazione delle attrezzature, più volte espresso dagli operai nel corso del presidio con la frase: “I macchinari non si toccano”. Leitmotiv della manifestazione.

Al fianco dei lavoratori nella prima giornata di protesta anche i sindacalisti regionali e provinciali della Fiom Cgil, Mariano Carboni, Maddalena Casula e Margherita Tola. Per loro la speranza è quella di strappare alla multinazionale nipponica la promessa di ripensare la produzione nello stabilimento di Pratosardo e attraverso gli interventi messi in campo dal ministero del Lavoro e dalla Regione — come ad esempio il “Welfare to work" — reimpiegare i lavoratori della ex fabbrica di motori elettrici per lavatrici. «Abbiamo saputo che la Sole Nidec ha già acquistato uno stabilimento in Romania — ha spiegato il segretario regionale Fiom, Mariano Carboni durante il sit in —. Non sappiamo se è lì che vogliono portare le macchine — prosegue il sindacalista —, ciò che invece conosciamo è la grande professionalità che qui troverebbero. La nostra intenzione è quella di cercare un compromesso congiuntamente con la Regione per incentivare la multinazionale a rimanere in loco». «Non dimentichiamoci che l'immobile e le attrezzature sono state acquistate con il finanziamento statale a fondo perduto della legge 488 del 92, quindi soldi pubblici destinati al rilancio di aree svantaggiate— ha precisato Margherita Tola, della segreteria provinciale Fiom Cgil —. Questo dovrebbe rappresentare un motivo in più per Stato e Regione affinché la fabbrica prosegua la produzione nel territorio. Continueremo a stare al fianco dei lavoratori in questa dura battaglia».

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