Servizio mensa nel caos, parte il recupero credito
Siniscola, accertamenti dell’amministrazione comunale sulle famiglie Ma l’opposizione attacca: «Serve prima una corretta certificazione»
SINISCOLA. La questione della mensa scolastica, in riferimento alle annualità che vanno dal 2012 al 2014, ritorna d'attualità dopo che Zente Nova e Unione per Siniscola riportano l’argomento al centro del dibattito, in seguito agli accertamenti di recupero credito che il comune di Siniscola sta facendo pervenire alle famiglie interessate.
Pare infatti che alcuni accertamenti stiano pervenendo anche a famiglie che nei periodi contestati non avevano figli presenti nel plesso scolastico. Per i consiglieri Antonio Satta e Nino Fronteddu ciò evidenzia quanto palesato a suo tempo, ovvero la non chiara situazione gestionale in merito a presenze effettive degli scolari e fruizione del servizio mensa da parte degli stessi.
Riscontri che a più riprese i consiglieri all’opposizione hanno richiesto agli uffici comunali ma che ad oggi, dichiarano di non aver mai ricevuto. La sostituzione del software di gestione e controllo, che fungeva da piattaforma sulla quale avere riscontro tra pasti erogati e presenze degli scolari, dovuta a causa di mal funzionamento, lascia ancora oggi una lacuna in riferimento ai primi due anni di avvio del servizio, che per Zente Nova e Unione per Siniscola attende di poter essere chiarita dagli uffici responsabili con un report ufficiale come da contratto.
Per Satta e Fronteddu la non chiara situazione dovrebbe portare le famiglie ad una astensione dal pagamento di quanto loro contestato come morosità, a meno che non vi sia una corretta certificazione di quanto dovuto.
«Sarebbe come contestare ad un soggetto una contravvenzione per divieto di sosta – dice Satta – ma non si dimostrasse in quale giorno e in quale luogo il soggetto avesse commesso l'infrazione».
L’accusa mossa dai consiglieri Satta e Fronteddu al comune siniscolese è di aver comunque saldato le fatture al fornitore del servizio mensa pur in assenza di una banca dati che ne verificasse l’esatta corrispondenza, con «una morosità inesigibile – viene riportato in una nota – tra i 40 e gli 80mila euro».
Cifra che secondo l’assessore alla pubblica istruzione Piero Carta è di gran lunga inferiore. Si sarebbe dovuti passare a nuova gara d'appalto, come previsto dal capitolato, sostengono i consiglieri, previa verifica dello stato delle cose, anzichè prorogare l’affidamento alla stessa ditta per altri 700mila euro, oltre ai 500mila iniziali.
L'assessore Piero Carta infatti dice: «Ho fiducia nel lavoro svolto dagli uffici comunali che, per chi volesse, saranno in grado di dare le delucidazioni del caso».
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