A Orgosolo le “Manos de oro”
L’annuale riconoscimento all’artigiana tessitrice Maria Corda, raffinata creatrice di capi in seta
ORGOSOLO. Maria Corda conquista l’edizione 2016 del premio “Manos de oro”. L’artigiana di Orgosolo ha ricevuto l’ambito riconoscimento, rappresentato da un ditale d’argento con incastonate diverse pietre dure. L’opera, realizzata dall’orafo Nanni Rocca, è stata consegnata alla maestra dell’antica arte della seta dall’assessore alla cultura di Ittiri, promotore della kermesse, Baingio Cuccu. L’onorificenza vuole celebrare «l'appassionato impegno nell'assicurare, nel tempo, la prosecuzione di un'antica manifattura, unica in Sardegna e in Italia, concernente l'esecuzione della benda gialla, della "Lionzu", parte essenziale del copricapo nell'abbigliamento femminile di gala di Orgosolo».
Durante la manifestazione, la vincitrice ha spiegato i dettagli e le varie fasi attraverso le quali si arriva alla costruzione del celebre e meraviglioso copricapo tipico del centro barbaricino. Una tradizione quella della lavorazione della seta e della tessitura, che risulta radicata nella cultura dell’antico centro famoso per i murales. Le diverse tappe del confezionamento, decisamente impegnative, durano ben quaranta giorni: i bachi che vengono allevati su piante di gelso producono i bozzoli ricoperti del pregiato tessuto, estratto attraverso l’immersione in acqua calda. Il successivo lavaggio a freddo, poi, anticipa il delicato momento della filatura, realizzato con movimenti lenti e precisi, simili ad un vero e proprio rituale. I fili, aggomitolati su paletti in legno, diventano quindi trecce cangianti, che andranno a comporsi con l’ausilio di un telaio, formando dulcis in fundo il tessuto finito. Il lungo iter, insomma, descrive un talento unico al mondo, che Maria Corda ha ereditato da generazioni di avi, coltivandolo e tenendolo vivo nel tempo. Un’abilità fuori dal comune, che non ha eguali e che meriterebbe di essere adeguatamente salvaguardata e valorizzata. Per questo motivo, la maestra orgolese tempo fa lanciò un appello alle istituzioni, affinché non lasciassero morire un sapere dalle origini lontanissime, eliminando i troppi lacci e laccioli burocratici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
