Ciclone, inchieste separate per i morti di Oloè e Torpè
Ieri la prima udienza preliminare sulle tragedie di Luca Tanzi e Maria Frigiolini Settantasei gli indagati davanti al gup. L’udienza è slittata per cause tecniche
NUORO. Più di una decina di minuti solo per fare l’appello dei 76 indagati, accertare la presenza o meno delle parti lese, verificare la presenza di tutti i difensori, e poi, dopo il lungo preambolo di nomi, arriva la decisione: per una delle due inchieste legate all’alluvione che nel 2013 aveva devastato la provincia di Nuoro, il gup Claudio Cozzella dichiara la sua incompatibilità e rinvia tutto al 4 maggio. Si deve astenere perché in una fase dell’inchiesta legata al crollo del ponte di Oloè, dove era morto il coraggioso poliziotto nuorese Luca Tanzi, si era già pronunciato.
Per l’altra inchiesta legata alla morte della pensionata di Torpè, Maria Frigiolini, invece, il giudice per l’udienza preliminare ha fissato la data di rinvio al 28 giugno: ieri l’udienza è saltata per l’assenza giustificata di alcuni avvocati. Si è chiusa così, nell’arco di qualche decina di minuti, la prima udienza preliminare fissata per le due inchieste della Procura di Nuoro nate dall’alluvione di tre anni fa. All’udienza di ieri, al quarto piano del Palazzo di giustizia, non si è presentata nessuna delle parti lese, tra le quali ci sono anche la moglie di Luca Tanzi, Annalisa Lai, e tre agenti di polizia che quella sera viaggiavano con lui mentre scortavano un’ambulanza. Ma anche dei 76 indagati complessivi delle due inchieste per reati che vanno da crollo e disastro doloso a omicidio colposo – sono 42 per l’inchiesta sulla morte di Maria Frigiolini, e 34 per il versante-Oloè – se ne sono presentati ben pochi, anche perché, probabilmente, sin dalla sera prima si era diffusa la notizia di un probabile rinvio dell’udienza preliminare per la mancanza di alcuni avvocati e l’incompatibilità del giudice. Ieri erano presenti solo Gianuario Angelo Canu, Renzo Ristori, Salvatore Multinu e Paolo Gonario Secchi.
Tra i tanti assenti figurano anche alcuni degli indagati considerati di spicco perché ricoprono o hanno ricoperto incarichi pubblici: è il caso dell’ex presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, il comandante provinciale del corpo forestale, Gavino Diana, il direttore generale del corpo forestale, Carlo Masnata, Deriu, Diana e Masnata, sono tra la decina di indagati comuni alle due inchieste. Con loro ci sono anche l’ex assessore provinciale alla Protezione civile, Franco Corosu, l’ex assessore provinciale, Paolo Porcu, il responsabile per la Provincia della Protezione civile, Paolo Marras, il dirigente provinciale del settore Lavori pubblici, Antonio Gaddeo, i dirigenti provinciali Mario Viola, Giovanni Deiana, Giovanni Carmelo Pirisi, e poi ancora Mria Lucia Fraghì e Sebastiano Bussalai.
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