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“Instagramers” in tour a Oliena

“Instagramers” in tour a Oliena

Gli appassionati del social network visitano le bellezze della Barbagia

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OLIENA. Gli instagramers della Sardegna visitano il cuore della Barbagia. Un mini social tour di due giorni per gli appassionati del celebre network, che si sono potuti godere una visita approfondita di Oliena all’insegna della natura, dell’arte e della gastronomia. Una tappa davvero ricca di spunti e ambientazioni. Un evento all’insegna della promozione. L’itinerario, caratterizzato da diverse tappe e momenti, ha fatto rotta in alcuni luoghi simbolo della comunità del Corrasi.

Nella incontaminata e magica valle di Lanaitho, alla scoperta dei monumenti ereditati da civiltà lontane, come il villaggio di “Sa Sedda ‘e sos carros”. O nella storica cantina sociale, realtà economica rinomata, con un’esistenza segnata da diversi lustri di vita e da una florida carriera fatta di risultati, riconoscimenti e grande qualità. Famosa per il suo Nepente, nome che tradotto dal greco significa “nessuna tristezza”, dai profumi unici e inimitabili, declamato anche da Gabriele D’Annunzio, l’azienda ha saputo valorizzare questa particolare varietà di Cannonau, proveniente unicamente dal territorio di Oliena . Più tardi, d’altra parte, la numerosa comitiva di istagramers ha voluto visitare la bottega dell’artigiano Franco Corrias. Nel suo negozio nascono calzature di diverse tipologie: moderne e antiche. Come gli inconfondibili “cusinzos” e i “cambales”, espressione e simbolo della cultura agropastorale sarda, trasformati e rivisitati anche in chiave più attuale dal maestro calzolaio, il quale ha saputo reinventarli, facendone un vero e proprio accessorio di moda.

In occasione della visita in Sardegna di Papa Francesco, l’allora presidente della Regione Ugo Cappellacci fece dono al Santo Padre di un paio di “cusinzos”, realizzati proprio da Franco Corrias, da utilizzare durante le passeggiate. Nel suo laboratorio, il gruppo, dunque, ha potuto assistere ad alcune fasi del confezionamento, caratterizzato dalla lavorazione e dalla cucitura delle pelli. Non si può dimenticare, infine, che il viaggio alla scoperta dell’entroterra è stato reso possibile grazie al coordinamento di “Galaveras” e al coinvolgimento di una struttura alberghiera rinomata come Su Gologone. (ma.s.)

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