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Festività pasquali chiuse con un bilancio più che positivo

Festività pasquali chiuse con un bilancio più che positivo

OLIENA. Il bilancio del ponte pasquale è certamente incoraggiante. Operatori e strutture ricettive registrano il tutto esaurito. Anche i siti naturali e archeologici sono stati invasi da una fiumana...

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OLIENA. Il bilancio del ponte pasquale è certamente incoraggiante. Operatori e strutture ricettive registrano il tutto esaurito. Anche i siti naturali e archeologici sono stati invasi da una fiumana di visitatori, che ha fatto registrare presenze importanti. Oliena si dimostra, insomma, una attrattiva particolarmente apprezzata dagli amanti delle bellezze naturali e della tradizione.

Da chi ricerca la suggestione e la magia di posti incantanti e di chi vuole riscoprire la bellezza e l’incanto di riti secolari, rimasti immutati nel tempo. Tra questi vi è certamente il rito de S’Incontru, rappresentazione sacra della Resurrezione.

Celebrazione dell’incontro, appunto, fra Maria e suo figlio Gesù. Un appuntamento carico di umanità e commozione, segnato dai rintocchi delle campane a festa e dagli spari ritmici e continuati, che rompono il silenzio e l’atmosfera mesta della morte e del lutto. Una cornice unica, impreziosita dai ricchi costumi, dagli scialli luminosi, dalle tuniche colorate.

Una processione caratterizzata dalla fede e dalla devozione di una comunità partecipe, resa unica da un contesto particolarissimo e originale. Un’usanza difficile da comprendere per molti, archiviata come una pratica barbara, che richiamerebbe alla mente alcuni popoli non certo famosi per il loro animo tollerante, come i talebani, giusto per citare un esempio molto in voga. Una commistione tra sacro e profano, che poco si sposerebbe con il culto.

L’espressione più alta di un momento di giubilo, durante il quale (si possono rassicurare così i più diffidenti) a nessuno viene torto nemmeno un capello. Al di là, insomma, delle sterili polemiche ciò che resta è la soddisfazione per i risultati portati a casa da un’edizione certamente ben riuscita.

«Il plauso va a quanti hanno contribuito a questo successo – sottolinea il presidente della Pro loco Franco Gardu – una menzione particolare, tuttavia, la meritano certamente i ragazzi della leva 1986, instancabili collaboratori delle varie iniziative programmate e i gruppi folk, che hanno animato diversi momenti, regalando agli spettatori, dulcis in fundo, un bellissimo ballu tundu». Nella cabina di regia, oltre al sodalizio di promozione turistica, vanno annoverati l’amministrazione comunale, la parrocchia Sant’Ignazio da Loyola e il presidio turistico “Galaveras”.

«Non possiamo che essere entusiasti per il positivo e straordinario bilancio ottenuto, a testimonianza della incomparabilità di un rito, che si distingue per la sua meravigliosa caratterizzazione, il suo inestimabile valore, la partecipazione e il trasporto, che regala ad un pubblico sempre numeroso» dichiara l’assessore alla cultura Donatella Medde.

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