Cittadini in movimento si spacca: 6 i dissidenti «Fuori dalla coalizione»
Siniscola, scossone a pochi mesi dalle amministrative 2016 Non piace la lista civica con Zente Nova e Uniti per Siniscola
SINISCOLA. Ancora fermento nella scena politica siniscolese ad un mese e mezzo dalle prossime amministrative. Anche all'interno di “Cittadini in movimento” saltano gli equilibri, a poche ore di distanza dalle dimissioni di Lorenzo Pau dalla segreteria locale del Pd. La coordinatrice Vincenza Sanna decide, con il sostegno di una parte del movimento, di ritirare l'appoggio alla coalizione formata insieme a Zente Nova e Unione per Siniscola, aprendo così una scissione interna al gruppo, composto da 13 persone, tanto da portarne 6 a seguire una scelta diversa: continuare ad appoggiare, come soggetti indipendenti, la coalizione rappresentata dai consiglieri Antonio Satta e Nino Fronteddu. Con un lungo comunicato Vincenza Sanna spiega le ragioni che hanno portato a tale decisione, che si possono riassumere con alcuni passaggi chiave. «La voglia di fare qualcosa per il nostro paese era tanta, cosi come l'idea di mettersi in gioco, ma screditare un movimento – dice Sanna – solo perché non è voluto rimanere nell'angolo, è facile da chi guarda con gli occhi dell'onnipotenza. Ci siamo sentiti poco coinvolti al tavolo programmatico. La forza che avremmo voluto mettere a disposizione – continua la coordinatrice – forse non era sufficiente, tanto da sentirci dire dal leader di Zente Nova che “Cittadini in movimento” non sono nessuno, in riferimento alla nostra inesperienza in campo politico. Il paese non ha bisogno di una classe dirigente che non ascolta la voce del cittadino e che lo snobba quando non è d’accordo». Una scelta ponderata quella di Vincenza Sanna e altri 6 componenti il movimento, che non ha trovato condivisione nella restante parte del gruppo che ha deciso per una linea di continuità all'interno della coalizione formata qualche mese fa. L'ormai ex vice coordinatore di Cittadini in movimento, Giovanni Muretti, parla di «una scelta, quella di Sanna e compagni, della quale non si ravvisano motivazioni politiche valide. Quando abbiamo stabilito la formazione di commissioni di lavoro per la stesura del programma lo abbiamo fatto in un’assemblea pubblica e anche Vincenza Sanna si era espressa favorevolmente».
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