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Lavoro in Provincia, quattro assoluzioni

NUORO. Quattro anni di udienze, rinvii e testimoni sentiti in aula, ma alla fine, la stessa pubblica accusa rappresentata dal pm Andrea Ghironi, riconosce che al processo «non è stata raggiunta la...

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NUORO. Quattro anni di udienze, rinvii e testimoni sentiti in aula, ma alla fine, la stessa pubblica accusa rappresentata dal pm Andrea Ghironi, riconosce che al processo «non è stata raggiunta la prova del dolo specifico o della necessità di astenersi. Manca la prova del perché gli imputati volessero favorire qualcuno o sfavorire qualche altro. Non vi è né rapporto professionale, né di parentela. Per questo chiedo l’assoluzione di tutti gli imputati perché il fatto non sussiste».

Qualche ora dopo, al termine delle arringhe dei difensori Ubio Dolfi, Basilio Brodu e Marcello Mereu, il collegio giudicante presieduto da Giorgio Cannas decide di assolvere tutti gli imputati perché il fatto non sussiste. E per gli imputati arriva così un lieto fine atteso da più di quattro anni.

A processo, per la vicenda che si è conclusa ieri, erano finiti alcuni tutti funzionari della Provincia di Nuoro: Mario Viola, Luisella Menne, Giampaolo Ninniri, Giuseppina Caredda.

Secondo l’accusa, nel giugno del 2009, in qualità di componenti della commissione che doveva selezionare un operaio disinfestatore da assegnare al centro provinciale antinsetti di Orosei, avrebbero violato alcune norme contenute in una delibera regionale del marzo 2004, e nella legge 241/90. E sempre secondo l’accusa, almeno in una fase iniziale, gli stessi funzionari avrebbero dovuto astenersi dal portare avanti la loro funzione di giudici in una certa selezione. Perché in quella selezione sapevano che uno di loro, Giampaolo Ninniri, era amico ed ex collega del padre di uno dei partecipanti alla selezione, Giovanni Cosseddu, risultato poi vincitore.

Di tutt’altro parere, la difesa dei quattro funzionari, rappresentata, per Ninniri, dall'avvocato Ubio Dolfi, e per gli altri tre, dagli avvocati Marcello Mereu e Basilio Brodu. Per loro, non solo la procedura di selezione era stata corretta in ogni sua parte, ma non ci sarebbe stata neanche la presunta incompatibilità tra Giampaolo Ninniri e il vincitore del bando, visto che non c’erano legami o vincoli di parentela. Ieri mattina, in udienza, lo stesso pubblico ministero ha dato loro ragione. Il processo si è chiuso, dunque, con quattro assoluzioni “per non aver commesso il fatto”. La parte civile era rappresentata dall’avvocato Gonario Floris. (v.g.)

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