Budoni, nasce il club “Vida noa” per aiutare gli alcolisti
BUDONI. Si è costituita ufficialmente nei giorni scorsi a Budoni l’associazione “Vida noa” nata con lo scopo di aiutare quelle persone che non riescono ad uscire dal tunnel dell’alcolismo. Un club...
BUDONI. Si è costituita ufficialmente nei giorni scorsi a Budoni l’associazione “Vida noa” nata con lo scopo di aiutare quelle persone che non riescono ad uscire dal tunnel dell’alcolismo.
Un club di ascolto territoriale che ha per promotore Giovanni Canu e che opererà nei comuni della bassa Gallura offrendo un valido sostegno nelle problematiche relazionali e personali.
La sede dell’associazione, è a Tanaunella nel centro sociale dedicato a Valerio Zucchitta dove ogni giovedì dalle 18 alle 19, le famiglie e le persone che combattono contro l’abuso di sostanze alcoliche potranno incontrarsi e dialogare. Vida Noa lavorerà in sinergia con gli altri gruppi presenti nel territorio coinvolgendo soprattutto le famiglie delle persone in difficoltà perché è emerso che con la collaborazione dei familiari, è più facile ottenere concreti risultati e smettere definitivamente di bere.
«Desidero ringraziare tutti coloro che hanno preso parte alla presentazione dell’associazione – dice Giovanni Canu – il presidente dell’Arcat, Agostino Catti e il parroco, don Giovanni Maria Chessa, il sindaco Giuseppe Porcheddu, il consigliere Marco Ventroni e Giuseppe Solinas, medico psichiatra del Serd di Siniscola che hanno reso possibile grazie al loro contributo questo avvenimento»
«Il mio ruolo – spiega ancora Giovanni Canu – è quello di mettermi al servizio delle famiglie, io per primo sono stato aiutato da un club, e con il passare del tempo sentivo il bisogno di continuare la mia attività di servitore, di rafforzare la mia sobrietà aiutando altri a trovare la loro».
«Spinto da questo impulso – continua Giovanni Canu – e dopo aver constatato che in tutta la bassa Gallura e l'alta Baronia non ne esisteva alcuno, ho deciso alora di lanciare l'idea e le istituzioni, con il sindaco in prima fila, si sono attivate immediatamente. E così siamo arrivati a oggi». «Grazie all’amministrazione – continua Canu – abbiamo una sede dove riunirci e la cittadinanza è informata della nostra esistenza anche grazie all'attenzione attirata sulla rete da Michele Durgoni con il suo Lu Bandidori».
Un entusiasmo che, c’è davvero da scommetterci, da adesso in poi e per i prossimi mesi si trasformerà in diverse attività concrete e iniziative mosse da un puro spirito di solidarietà per venire incontro a chi convive con i problemi dell’alcolismo e per sostenere tutti coloro che con coraggio e determinazione hanno deciso di impegnarsi per uscirne fuori una volta per tutte.
Una piaga, questa dell’alcolismo, che anche nell’isola vede sempre più coinvolte anche le donne, e in particolare le giovani. (s.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
