«I fratelli Palumbo dovranno restituire oltre 143mila euro»
Avevano beneficiato di un finanziamento di Sviluppo Italia Condannati dalla Corte dei conti per rendicontazione fittizia
ORISTANO. Finiti i guai penali, arriva un conto salato da pagare. Succede all’imprenditore di origini nuoresi Marco Palumbo e a suo fratello Biagio, un tempo in affari con la società di noleggio di automobili Rental Time, di cui Biagio Palumbo era amministratore. Dietro le quinte per i giudici avrebbe agito anche Marco Palumbo e così ad entrambi la Corte dei conti ha chiesto di restituire oltre 143mila euro, finiti nelle casse societarie attraverso un raggiro e quindi indebitamente.
La Rental Time aveva ottenuto il finanziamento dalla famosissima agenzia Sviluppo Italia che doveva favorire l’imprenditoria.
Tutto sembrava in regola, ma, secondo quanto emerso nel procedimento appena concluso di fronte alla Corte dei conti, di corretto nelle procedure per ottenere quei soldi ci sarebbe stato assai poco. Biagio Palumbo avrebbe infatti prodotto «documentazione fittizia per rendicontare spese in realtà mai sostenute».
Il finanziamento era stato concesso per l’acquisto di automobili da destinare poi al noleggio, che era la ragione per la quale l’impresa era stata avviata. Secondo i giudici «le fatture relative all’acquisto di alcune vetture dalla ditta Professional di Caltagirone Onofrio, sono risultate false, così come falsi sono risultati gli assegni bancari apparentemente emessi a favore della ditta». In realtà i due avrebbero utilizzato uno stratagemma: gli assegni venivano compilati in bianco e solo sulle fotocopie veniva inserito il nome del destinatario. Sull’intestazione originale figurava invece il nome di Marco Palumbo che li ha poi incassati. Per di più, alcune delle auto destinate al noleggio sarebbero state vendute, nonostante questo violasse le condizioni che l’agenzia Sviluppo Italia imponeva al privato per poter erogare il finanziamento in suo favore. È sulla base di questa ricostruzione proposta dal vice procuratore Antonietta Bussi che i giudici Cristina Astraldi, Antonio Contu e Antonio Marco Canu hanno deciso di condannare Biagio e Marco Palumbo al maxi risarcimento, al quale vanno aggiunte le spese legali: appena 467 euro. Spiccioli.
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