Sigilli al Kill Time, i titolari contro la questura: «È un bel pesce d’aprile»
Nuoro, Salvatore Cossu e Franco Ruiu: locale chiuso anche se quando c’erano problemi abbiamo chiamato noi la polizia
NUORO. «Per il ventennale del Kill Time ci hanno fatto proprio un bel pesce d’aprile. Pensavamo fosse uno scherzo, invece ci hanno comunicato la chiusura il 1 aprile per 10 giorni». Salvatore Cossu e Franco Ruiu, titolari dello storico locale di Nuoro, usano l’ironia anche se hanno l’amaro in bocca dopo l’ordinanza di chiusura firmata dal questore.
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«Da vent’anni – dicono – siamo la presenza serale e notturna della città. Un’azienda sana, che lavora e dà lavoro da anni a diverse persone. Ad oggi siamo l’unico locale in regola per intrattenimento danzante con collaudo certificato dai vigili del fuoco. Dal 1977, quasi 40 anni, operiamo nel settore». «Abbiamo portato negli anni artisti nazionali, internazionali e regionali, e ospitando il seminario jazz per diversi anni. Ultimamente abbiamo fortificato il locale con delle strutture, investendo nella sicurezza e nelle certificazioni.Barman e personale qualificati, paghiamo la Siae e le tasse! Non siamo certo abusivi».
Poi: «Per la serata Fluo party del 12 marzo, organizzata dal Enrico Pintore e soci come da permesso Siae, siamo stati noi a chiamare la polizia per allontanare le persone dal locale, in quanto gli organizzatori avevano venduto in prevendita circa 400 biglietti a minori, e noi ci siamo trovati a dover risarcire i soldi del biglietto alle persone allontanate che non sono potute entrare, e non abbiamo superato il limite come numero delle persone all’interno del locale. Le persone in stato di ubriachezza, poi, sono rimaste fuori dal locale, compresi i minorenni. Che non abbiamo fatto entrare. Noi abbiamo agito secondo la legge: gli organizzatori ci avevano comunicato una prevendita di 120 persone e all’interno del locale non abbiamo superato il limite». «
Per quanto riguarda gli episodi di violenza, poi, si tratta di fatti successi fuori dal locale, non dentro, considerando che vicino ci sono altri bar e circoli, crediamo sia difficile capire da dove siano partite le provocazioni sfociate nelle aggressioni».
«A parte una sola volta» ammettono Cossu e Ruiu. «Riguardo alla somministrazione di alcolici ai minorenni: è stata individuata una persona minore, con un alcolico preso dal banco incustodito, riuscita ad entrare nella confusione della serata. Noi non abbiamo versato da bere alle persone ubriache: quelle persone sono rimaste fuori del locale e noi gli abbiamo restituito i soldi dei biglietti acquistati in prevendita. Non abbiamo versato da bere alle persone fuori del locale in stato di ubriachezza».
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