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Nuoro

Consorzio latte: ex operai ancora senza occupazione

Macomer, alla fine del 2015 era stato firmato l’accordo per la ricollocazione Lettera agli amministratori e ai sindacati per denunciare la situazione

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MACOMER. Nel mese di gennaio del 2015 era stato firmato l’accordo per la ricollocazione dei lavoratori dell’ex Consorzio latte di Macomer licenziati dopo il fallimento. La vertenza, formalmente conclusa con l’impegno della Regione a fare la sua parte e quello dell’azienda privata che ha rilevato i locali del consorzio fallito, si è impantanata. Dei 14 lavoratori ne erano rimasti dodici all’inizio della vertenza. Ora sono in sette. Hanno frequentato un corso di riqualificazione che avrebbe dovuto facilitarne la ricollocazione nell’azienda di confezionamento delle carni del gruppo Forma, che ha rilevato i locali del Consorzio, invece si ritrovano con un pugno di mosche, e soprattutto senza reddito.

Nei giorni scorsi hanno scritto al sindaco, ai consiglieri comunali e ai sindacati denunciando la situazione di stallo nella quale sembra essere entrata la vertenza, e soprattutto la loro condizione di lavoratori senza coperture sociali e senza reddito. Il sindaco, Antonio Succu, li ha ricevuti impegnandosi a portare avanti le iniziative necessarie per sbloccare la vertenza finita nella bonaccia delle acque calme dalla Regione dove da tre mesi non si muove foglia. Succu ha scritto all’assessore regionale al lavoro chiedendo la convocazione in tempi brevi di un incontro per individuare le cause dei ritardi che impediscono di definire la partita dell’ex Consorzio latte.

Lo situazione dei lavoratori è descritta nella lettera inviata al sindaco, al consiglio comunale e ai sindacati. «Sono ormai trascorsi tre mesi dalla fine dei percorsi di riqualificazione professionale – si legge –, ma gli incontri che avrebbero dovuto concludere l’iter di ricollocazione sono già stati rinviati per tre volte nel corso del mese di marzo 2016, l’ultimo dei quali a data da definirsi. In una situazione di crisi occupazionale che investe pesantemente il nostro territorio, appare deplorevole l’atteggiamento della Regione che, abdicando alla propria autorevolezza nell’imporre la chiusura della vertenza in attuazione a quanto sottoscritto dalle parti, non coglie la gravità del disagio nel quale vivono le nostre famiglie».

Il disagio richiamato dagli ex lavoratori del Consorzio Latte è soprattutto economico. Gli ammortizzatori sociali che avrebbero dovuto garantire un reddito minimo sono stati pagati fino al mese di marzo del 2014. I mesi restanti dello stesso anno sono da pagare e per il 2015 non si sa se ci saranno i soldi. «Una breve boccata di ossigeno – scrivono nelle lettera – è arrivata con i sei mesi di tirocinio retribuito dal Bic Sardegna». Che ha garantito un reddito da sopravvivenza, non certo da riempirsi la pancia. Alla base dei ritardi sarebbe la mancata definizione del rapporto tra la Regione e la ditta Forma per l’utilizzo dei locali dell’ex Consorzio latte, la quale sarebbe però interessata ad assumere solo tre operai, preferibilmente giovani, anziché i sette previsti. Si pone quindi l’esigenza di accompagnare alla pensione gli ex lavoratori del Consorzio, molti dei quali vicini ai 60 anni. (t.g.t.)

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