La Nuova Sardegna

Nuoro

Vertenza Ottana, Regione sotto accusa

Vertenza Ottana, Regione sotto accusa

Sindacati e imprenditori criticano la giunta Pigliaru: «Ha sottovalutato la chiusura degli impianti e le conseguenze sociali»

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Far ripartire Ottana? «Ora o mai più», gridano insieme i sindacati e gli industriali, che hanno chiamato a raccolta i sindaci del Nuorese e i rappresentanti del territorio in consiglio regionale e in parlamento. La riunione, convocata nella sala consiliare della Provincia, ha voluto denunciare ancora una volta la «graduale deindustrializzazione della piana di Ottana» che ha portato a una riduzione dei posti di lavoro, da alcune migliaia agli odierni 400 occupati, anche loro pesantamente a rischio. Di questi, la metà opera in ciò che resta dell’ex polo chimico di Stato, i due stabilimenti del gruppo Clivati, Ottana Polimeri e Ottana Energia. Il primo è fermo da due anni, con i lavoratori in cassa integrazione, il secondo dal dicembre scorso, quando è diventato certezza il timore che la centrale elettrica sarebbe stata esclusa dal regime di essenzialità, di cui aveva goduto negli ultimi anni. Anche qui la Cig scatterà in questi giorni.

Cosa chiedono sindacati e imprenditori, e soprattutto cosa denunciano? La Regione ha ignorato l’unica vertenza industriale rimasta in piedi nel centro Sardegna, dicono, ha sottovalutato conseguenze che hanno carattere economico, sociale e persino di ordine pubblico. Il legame tra la crisi e i recenti attentati è emerso in più di un intervento: «Dietro la violenza c’è anche la sofferenza economica di un territorio», analisi condivisa da molti relatori, a cominciare dal sindaco Andrea Soddu. Al termine dell’incontro è stato stilato un documento che fissa gli obiettivi per rilanciare la vertenza Ottana.

Gli obiettivi. Le richieste si possono sintetizzare in cinque punti. Centrale elettrica: sindacati e imprenditori non abbandonano l’idea di un polo energetico a Ottana che vada ad alimentare la rete elettrica dell’isola e puntano a una riconversione a metano degli impianti. Filiera del Pet: l’obiettivo è riprendere la produzione del materiale plastico, riattivando contemporaneamente la produzione della Versalis (Eni) di Sarroch che fornisce la materia prima all’industria di Ottana. Riciclaggio della plastica: è uno dei nuovi progetti in campo, sempre facente capo a Clivati, collegato anche al riutilizzo del Pet (con il quale si producono le bottiglie). Trasporti: l’obiettivo è l’abbattimento dei costi. Consorzio industriale, infine: la proposta è ampliarne le competenze per trasformarlo in un soggetto attivo nell’attrarre investimenti e nuovi insediamenti, grazie anche a infrastrutture migliori.

Pressing sulla giunta. Ma l’obiettivo di fondo è ridare forza a una vertenza che ha perso l’ interesse in primo luogo della giunta Pigliaru, sottolineano sindacati e industriali, che chiedono al governatore «un energico intervento» verso il governo. Solo così il ministero dello Sviluppo Economico (attualmente privo di una guida dopo le dimissioni del ministro Guidi) potrà riaprire un tavolo sul futuro di Ottana, a cominciare dal problema dell’essenzialità della centrale elettrica, tema per il quale Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, viene indicato come responsabile del caro tariffe che ricadrebbe sulle bollette degli utenti sardi, come ha sostenuto l’ex segretario regionale dei chimici Cgil Giorgio Asuni, oggi portavoce del Gruppo Clivati.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative