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Nuoro

Aiuti Ue alle imprese: speranze di rilancio per il commercio

di Tito Giuseppe Tola
Aiuti Ue alle imprese: speranze di rilancio per il commercio

Macomer, il settore si trova in una fase di grave difficoltà L’assessore Ledda: «Siamo pronti a fare la nostra parte»

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MACOMER. Entro aprile la Regione pubblicherà il bando per gli aiuti alle imprese in fase di avviamento e sviluppo che per la prima volta consentirà alle attività commerciali di accedere ai fondi europei dai quali erano rimaste finora escluse. Per Macomer è un’occasione per rilanciare e ammodernare il settore, molla dello sviluppo dal dopoguerra agli anni Ottanta, ma oggi in crisi. In città operano 359 attività commerciali, di cui 233 nel commercio fisso, 54 all’ingrosso e 72 ambulanti. A queste si sommano 46 pubblici esercizi, in gran parte bar, e 7 strutture ricettive. Il rilancio del settore può essere il preludio di quello economico. «È una novità inedita e altamente impattante su tutte le nostre imprese – dice il consigliere regionale Gian Franco Congiu, che lavorato per l’inserimento della norma che apre gli aiuti Ue al commercio, – per la prima volta anche le micro e piccole imprese commerciali potranno accedere ai fondi comunitari dai quali finora erano rimaste ingiustamente tagliate fuori. Tra i settori ammissibili oltre al commercio rientrano le libere professioni». I bandi sono attesi ad aprile. Sulle nuove prospettive che si aprono per le attività commerciali a Macomer manca ancora l’informazione necessaria per consentire a chi è interessato di prepararsi per cogliere l’opportunità. «È un ottima misura, soprattutto per Macomer – dice l’assessore alle attività produttive e commercio, Rossana Ledda, – è anche il risultato dell’impegno di chi si è battuto per adottarla. Macomer è allineata al quadro generale della crisi, ma paga un prezzo più alto perché zona interna e ha perduto le industrie e il lavoro. La voglia di rimettersi in gioco c’è e la misura va nella direzione giusta. Gli operatori del commercio sono demotivati: troppe tasse e l’attività è stagnante. Con i fondi Poic sono arrivati a Macomer 576 mila euro, piccoli prestiti da 15 mila a 50 mila euro senza interessi e senza spese». Il comune è pronto a fare la sua parte perché il maggior numero di operatori i possa cogliere l’opportunità. Come ha già fatto per altre misure, organizzerà incontri e convegni tematici per spiegare le modalità di accesso agli operatori e contatterà tecnici e professionisti in grado di dare le informazioni necessarie. «È un’opportunità che non può essere sprecata – dice l’assessore Ledda –, per il commercio non ci sono mai stati interventi di questo tipo. L’auspicio è che le procedure dei bandi per accedere alle misure siano snelle e veloci. La voglia di intraprendere e resistere degli operatori può durare un anno o poco più, che sono poi i tempi minimi attuali dell’iter di pratiche di questo tipo. Attese più lunghe e procedure complesse sono da sfinimento e frustranti». La tipologia della procedura per l’erogazione degli aiuti è a sportello. Le domande sono registrate e valutate in base all’ordine cronologico di presentazione e le risorse sono quindi assegnate ai progetti valutati positivamente sulla base dell’ordine di presentazione e fino a esaurimento dei fondi disponibili. L’ammontare degli aiuti va da 15 mila a 150 mila euro. «È importante – dice Gian Franco Congiu – fare che in modo che queste notizie vengano divulgate subito e con ogni mezzo per consentire agli interessati di iniziare ad attrezzarsi».

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