La Nuova Sardegna

Nuoro

Il Pd di Dorgali attacca il sindaco Carta

di Nino Muggianu

«Maggioranza allo sfascio, il primo cittadino raccoglie ciò che ha seminato in tutti questi anni»

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DORGALI. Non si sono fatte attendere le reazioni sulle dimissioni dell’ormai ex assessore al marketing territoriale della giunta guidata dal sindaco Angelo Carta , Stefano Lavra. Il direttivo del Partito Democratico di Dorgali e Cala Gonone che in vista della imminente tornata elettorale amministrativa lancia “La nuova proposta che dialoga con la società”, parla di maggioranza allo sfascio, risultato di quanto fatto finora. Il commento pepato, che porta la firma del direttivo del Pd Dorgali- Cala Gonone è riportato in una nota stampa che esordisce: «In riferimento alle dimissioni recentemente presentate in Comune da esponenti della coalizione che sostiene il sindaco Angelo Carta il Partito Democratico di Dorgali dà un’interpretazione netta: Carta raccoglie ciò che ha seminato. Cinque anni di promesse mancate di una maggioranza tenuta insieme dagli equivoci e dagli opportunismi, con programmi ad effetto, irrealistici e velleitari: il “porto cinese” e il Puc mai approvato sono solo alcuni esempi».

Per il direttivo Pd «Carta oggi esce di scena dal Comune anziché presentando risultati positivi per il paese, confezionando una proposta insostenibile che, secondo il suo stile, tenta di gettare fumo negli occhi degli elettori. Si annuncia infatti una improbabile coalizione di ex sostenitori ed ex oppositori del sindaco uscente: tutto e il contrario di tutto. Il partito democratico al contrario intende rivolgere agli elettori una proposta chiara e coerente, non solo nei contenuti, ma anche nel metodo, improntato ad un efficace rinnovamento e alla leale ricerca di un dialogo con la società civile dorgalese, i suoi ceti produttivi e tutte le persone di buona volontà dedite al bene comune».

«I nostri candidati infatti- conclude il documento del partito democratico - parteciperanno alle elezioni all’interno di una lista civica, insieme ai partiti del Centro Sinistra e a figure nuove ed indipendenti che hanno raccolto la sfida di un impegno civico al di sopra delle parti. Tutto all’opposto di ciò che avviene nel campo del sindaco uscente, gli oppositori del quale, se fossero trasparenti e in linea con il loro elettorato e con i loro stessi comportamenti del recente passato, dovrebbero evitare di candidarsi, sfidando l’intelligenza e il buon senso. Ma il paese saprà riconoscere il loro maldestro tentativo e conseguentemente punirlo nelle urne».

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