Malata e in sedia a rotelle «Abbandonata dall’Asl»
Siniscola, l’appello di un’anziana affetta da miastenia e attaccata al respiratore «Da febbraio non riceviamo più l’assistenza, siamo stati costretti ad arrangiarci»
SINISCOLA. Affetta da “miastenia gravis”, una malattia che colpisce il sistema neuromuscolare, Maria Grazia Amabile, che compirà 89 anni il prossimo settembre, vive da anni costretta su una sedia a rotelle, con il costante ausilio di un respiratore per 24 ore al giorno. La sua vita negli ultimi mesi è divenuta ancor più complicata di quanto già l'infausta malattia l'abbia resa tale, non potendo più contare su quel tpo di assistenza sanitaria che fino a febbraio ne alleviava il peso, così per lei che per i suoi familiari. A lanciare un disperato appello alle istituzioni è la figlia Rosalba che, con l'aiuto di una badante, accudisce l'anziana madre.
«Avevamo fino a febbraio – dice Rosalba Fancellu – l'assistenza assegnataci dal reparto di rianimazione del San Francesco di Nuoro che settimanalmente inviava un bravo infermiere il quale, in maniera accurata, svolgeva tutti i trattamenti che necessitano a mia madre. Da febbraio non riceviamo più questo tipo di assistenza, revocataci per direttive del distretto provinciale della Asl. Credevamo che a ciò si potesse sopperire grazie all'ausilio del presidio Asl di Siniscola, ma ci sbagliavamo». La signora Maria Grazia è alimentata per mezzo di una cannula esterna collegata all'apparato digerente, che in termine tecnico viene chiamata “pet”. Uno strumento soggetto ad usura e che andrebbe sostituito immediatamente in caso di mal funzionamento. «Ci siamo recati alla Asl – racconta stizzita Rosalba – per la sostituzione della pet che si era danneggiata. Ci è stato prima detto che occorreva una richiesta firmata da uno specialista, per poi scoprire, una volta presentata la documentazione richiesta, che il presidio di Siniscola non avrebbe ordinato il kit di ricambio. Ho dovuto costruirne uno io in maniera artigianale, per evitare a mia madre un viaggio, oltretutto a mie spese, verso l'ospedale di Nuoro». Una storia, quella della famiglia Amabile che ha dell'incredibile, dove una paziente considerata di terzo livello, è costretta ad arrangiarsi alla bene e meglio per far fronte ad esigenze sanitarie.
«Anche per quanto riguarda il sostegno finanziario che ci spetta – conclude la figla Rosalba – è costantemente in ritardo sui tempi previsti, e ciò ci costringe a comprare a nostre spese i medicinali. Chiediamo che la situazione possa ritornare come quella che abbiamo conosciuto sino a febbraio, con una assistenza specializzata a domicilio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
