Delitto Monni, nuove rivelazioni
I carabinieri: «Quando fu ucciso aveva in tasca un foglio con la targa di Ivo Carta»
NUORO. Non solo le indagini sull’omicidio di Cisco Chessa: l’udienza di ieri, in corte d’assise, fa emergere particolari finora sconosciuti, quantomeno ai non addetti ai lavori, di altri delitti che negli ultimi anni hanno insanguinato Orune e che finora non hanno ancora trovato un colpevole. Nel corso della deposizione di ieri del luogotenente Piero Fancellu, infatti, il teste fa anche riferimento all’omicidio di un altro giovane di Orune, Pasquale Monni. E lo fa quando racconta dei delitti legati alla faida e in particolare delle mosse di Giovanni Deiana, noto Banniolu.
«Era stato ucciso anche Pasquale Monni, nel 2005 – racconta il luogotenente Fancellu – nella tasca della sua giacca gli avevamo trovato annotata la targa di una macchina. Abbiamo controllato, ovviamente, a cosa corrispondeva quella targa: corrispondeva alla targa della Bmw di Ivo Carta. Cosa voleva dire questo? I due si conoscevano, ma questa annotazione lascia capire che evidentemente Pasquale forse si sentiva seguito, o comunque teneva in considerazione quell’auto con quella targa». Ivo Carta, che in quel periodo gestiva un bar a San Teodoro, era stato ucciso l’anno dopo Pasquale Monni, nel luglio del 2006, mentre era all’interno di un bar del corso di Orune. «Lo consideravamo uno dei nuovi sicari della faida, era sfuggente e guardingo» dice di lui, ieri in aula, il luogotenente Fancellu. (v.g.)
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