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Nuoro

Telecamere contro gli attentatori

Telecamere contro gli attentatori

Gli ultimi episodi di violenza esaminati dal Comitato provinciale per la sicurezza

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NUORO. Gli attentati agli amministratori, ma anche le aggressioni agli anziani sono fenomeni di criminalità in costante aumento che sono stati esaminati nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto Ninni Meloni dopo i due attentati al consigliere regionale Daniele Cocco e al sindaco di Orotelli, Nannino Marteddu. Sono così state approfondite le varie tematiche, anche in seguito all’ampia risonanza mediatica e all’accentuazione del fenomeno. Il prefetto con il questore e i comandanti provinciali di carabinieri e guardia di finanza hanno esaminato tutte le risultanze investigative dalle quali trarre valutazioni, soprattutto sull’idoneità dell’azione di contrasto preventivo delle forze dell’ordine. Senza dimenticare l’impegno profuso finora con il massimo dispiegamento di risorse per il controllo del territorio, integrato da una attenta disponibilità e frequenti contatti con gli amministratori locali e tutte le potenziali vittime.

«La fenomenologia degli atti intimidatori costituisce sul territorio una modalità di azione che coinvolge indistintamente individui di ogni ambiente e categoria sociale, le vittime sono imprenditori, commercianti, professionisti, operatori delle forze dell’ordine, allevatori, artigiani e comuni cittadini – ha sottolineato il prefetto –. Nei primi tre mesi del 2016 sono stati registrati nel Nuorese e Ogliastra 89 atti intimidatori, 11 dei quali, comprese lettere minatorie e scritte sui muri, ai danni di amministratori locali. Durante tutto il 2015, a fronte del dato globale di 267 episodi, erano stati 16 quelli nei confronti dei politici. Ed è molto difficile, se non impossibile, collegare con certezza la funzione pubblica politico-amministrativa delle vittime, che può verosimilmente rappresentare l’obiettivo degli attentatori. Dagli esiti investigativi – ha continuato il prefetto Meloni – risulta che i destinatari dei reati difficilmente riescono a fornire elementi utile per orientare l’attività investigativa giudiziaria. Per poter meglio supportare le attività di indagine, non è più procrastinabile la realizzazione dei sistemi di videosorveglianza nei comuni e in questo senso è apprezzabile il preannunciato progetto della Regione per l’implementazione dei sistemi di videosorveglianza: una strategia fortemente sostenuta con ripetute indicazioni dal ministero dell’Interno, che necessariamente coinvolge l’intero sistema degli enti locali della Sardegna ed è in linea col principio oggi ineludibile della sicurezza partecipata. Fermo restando – ha concluso Ninni Meloni – che tutte le vittime di episodi intimidatori sono oggetto di attenzione e destinatarie delle misure di protezione personale che il Comitato ritiene di adottare».

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