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Il consiglio comunitario condanna l’attentato a Cadau

di Giovanni Melis
Il consiglio comunitario condanna l’attentato a Cadau

«Piena solidarietà a Maurizio Cadau, per il vile attentato subito nei giorni di Pasqua e piena fiducia e sostegno nel suo operato ed in quello di tutti gli amministratori di questo territorio, che...

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«Piena solidarietà a Maurizio Cadau, per il vile attentato subito nei giorni di Pasqua e piena fiducia e sostegno nel suo operato ed in quello di tutti gli amministratori di questo territorio, che con grande spirito di sacrificio si prestano per il bene comune. Il tutto con gravi rischi, ma con la consapevolezza che non si può certo cedere all'intimidazione». Questo il messaggio che è arrivato dal consiglio comunitario di ieri a Belvì, che ha condannato senza messi termini il gesto inqualificabile e senza appello che ha colpito il vice sindaco belviese. Tutti i sindaci dell'ex comunità montana si sono riuniti ieri nella capitale della Barbagia di mezzo per importanti decisioni sul futuro del territorio. Ma al primo punto all’ordine del giorno c’era la discussione su quanto accaduto il giorno antecedente la Pasqua, quanto ignoti hanno sparato con la Volkswagen di proprietà di Cadau, amministratore impegnatissimo sul fronte dei diritti civili e sulla promozione turistica del territorio. Un attentato che ha destato molto scalpore, seguito a quello di Gigi Littarru, sindaco di Desulo. Gesti che i sindaci e tutti gli amministratori del territorio, per primo il sindaco di Belvì Sebastiano Casula, hanno stigmatizzato senza mezzi termini, ricordando «l’importanza delle cultura del dialogo e del confronto che non possono prevalere sui valori devianti e sulla cultura dell'intimidazione». Dopo la discussione sui fatti di violenza, l’assise ha trattato altri temi di interesse collettivo. Come quelli legati alle rivendicazioni sotto il profilo della soppressione dei servizi. Dall’assise comunitaria è emersa una forte volontà di combattere battaglie comuni per ottenere il rispetto dei diritti minimi. Tra cui quello per le scuole, la sanità e l’infrastrutturazione. I sindaci hanno sottolineato l’esigenza di portare a termine con successo la battaglia per l’ospedale di Sorgono, che deve essere rinforzato e non abbandonato al suo destino, con una riduzione di posti letto e una riunione tra i reparti.

«La sanità – come ha spiegato il sindaco di Atzara Alessandro Corona – è una conquista civile che non può essere sottoposta ne a tagli e ne a ridimensionamenti». Altri temi caldi quelli del dimensiomamento scolastico e delle strade, che ad un anno dallo scoppio delle polemiche sulla viabilità sono ancora nello stesso stato.

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