La Nuova Sardegna

Nuoro

L’agonia del mercatino «Così non si va avanti»

Protestano gli ambulanti che avevano chiesto di trasferirsi in viale Costituzione «Pensavamo che tutto fosse a posto, ma la nostra proposta è stata accantonata»

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NUORO. Viale del Lavoro, via Brigata Sassari, via Santa Barbara, Sa Terra Mala, piazza Vittorio Emanuele-piazza Mameli, via Brigata Sassari, via Montale, piazza Vittorio Emanuele. Sembra il tracciato di una gara ciclistica organizzata nel capoluogo, è il pellegrinaggio a cui finora è stato costretto il tradizionale mercatino del venerdì. Dal 1956, anno del primo allestimento in città, ad oggi. La polemica sulla sua collocazione si è riaccesa (se mai si sia spenta) dopo la seconda richiesta del suo spostamento avanzata al Comune dai commercianti del vicino corso Garibaldi, che, lì dov’è ora, reputano il mercatino «fallimentare sia in termini di affluenza, sia in termini logistici». In mezzo ci sono loro, i venditori ambulanti. Passati nel giro di pochi anni da 80 a 14, già segnati dalla crisi e da sempre con la spada di Damocle sul capo rappresentata dal probabile, ennesimo, trasloco. «Bisogna sedersi con l’amministrazione e risolvere la situazione una volta per tutte», afferma Roberto Stara, presidente di Anva-Confesercenti, sigla che riunisce i venditori ambulanti.

Ieri mattina, l’umore tra i banchi era nero. «Pensavamo – dice Stara - che l’ipotesi di spostarci in viale Costituzione fosse quasi cosa fatta. Invece apprendiamo dalla stampa che è stata accantonata». Neanche loro sono contenti dell’attuale sistemazione. «La soluzione migliore – continua Stara - sarebbe tornare in via Brigata Sassari. Il problema del traffico e del passaggio dei mezzi di soccorso si potrebbe risolvere facendoci occupare una sola corsia. Decida il Comune quale sia la più idonea». Insoddisfatti sono soprattutto quelli che hanno lo stallo sulla strada che costeggia la piazza. Tra questi Giovanna Cocco e Nicola Sulas, entrambi nuoresi, che dal 1985 vendono utensili per la cucina e accessori per la casa. «Il problema – dicono - è che il banco è rivolto verso il marciapiede per consentire il transito dell’autobus, ma così non rimane spazio per i pedoni. Come avveniva in passato, dovrebbero chiudere completamente la strada al traffico. Se continua così, saremo costretti ad andarcene da Nuoro, perché, intanto, le tasse le paghiamo».

C’è chi come Esperino Zedde ha affrontato tutti i trasferimenti nei 60 anni di vita del mercatino e oggi, da pensionato, segue il figlio Roberto che continua l’attività. È lui che fa l’elenco di tutte le tappe. Giuseppe Benzi, di Silanus, vende calzature fin da quando era bambino, quando iniziò col padre. «Abbiamo proposto al Comune 15 o 20 alternative – afferma - ma nessuna andava bene per il problema del traffico».

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