La Nuova Sardegna

Nuoro

Convegno dell’aiea sull’amianto a ottana

«Non si baratta il posto di lavoro con la salute»

di Gianluca Corsi

Il deputato Piras denuncia pressioni da un assessore regionale: fate scappare gli investitori

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BOLOTANA. Doveva essere un incontro per fare il punto sul cammino fatto finora dall'Aiea Sardegna (associazione esposti amianto) per ottenere le tutele sanitarie e previdenziali finora negate ai lavoratori di Ottana e di Assemini che hanno lavorato a contato con questa fibra nefasta. Ma, soprattutto, doveva essere un incontro dei lavoratori e delle loro famiglie con i medici specialisti delle malattie asbesto correlate per stabilire conseguenze e rimedi per questo tipo di patologie. Ma l'assemblea, che si è tenuta ieri nell'aula consiliare di Bolotana per iniziativa dell'Aiea e di Medicina democratica, è stata qualcosa di più. Alla fine c'è stato il botto che dimostra quanto, su questa vicenda, ci sia ancora molto cammino da fare. Soprattutto per svegliare le coscienze assopite che hanno trascurato il problema per trent'anni. In cambio di evanescenti posti di lavoro. Il botto, alla fine, l'ha lanciato il parlamentare di Sel, Michele Piras, che davanti a un uditorio incredulo e attonito, ha raccontato i contenuti di una telefonata con un assessore regionale dell'attuale giunta del quale non ha rivelato il nome. «Qualche giorno fa – ha detto il deputato di Borore – ho ricevuto una telefonata da un assessore regionale che mi ha chiesto se era proprio necessario andare a fondo sulla vicenda dell' amianto a Ottana perché, in questo caso, gli imprenditori sarebbero scappati e nessuno avrebbe più investito in questo sito industriale, aumentando così disoccupazione e sconforto». Il racconto del parlamentare è sceso sulla platea come una doccia gelata. «Ho risposto – ha detto Michele Piras – che gli imprenditori sarebbero venuti più volentieri in un sito bonificato. Ho raccontato questa telefonata di per sé senza conseguenze e certo in buona fede per sottolineare quanto su questo problema ci sia inconsapevolezza da parte dei molti settori politici e delle istituzioni. Non si possono barattare i posti di lavoro in cambio della salute».

Parole commentate a caldo dalla consigliera regionale del Pd, Daniela Forma, anche lei presente all'assembla con il parlamentare del Pd Giampiero Scanu. «La telefonata dell'assessore – ha osservato Forma – è stata quanto meno inopportuna». La consigliera ha ricordato anche che, sul caso amianto, ha presentato un’interpellanza in consiglio regionale che attende risposta.

A criticare la Regione e, in particolare, gli assessori alla Sanità e all'Ambiente, ha pensato la presidente dell'Aiea Sardegna, Sabina Contu. «Nessuno di loro – ha detto – ha fatto finora una riflessione sulla vicenda amianto in Sardegna e sulle denunce per la mancanza di tutele e per la situazione discriminatoria dei lavoratori sardi rispetto ai loro colleghi di altri siti industriali similari della penisola ai quali le tutele sono state riconosciute. Tutto questo nonostante a Ottana siano stati censiti 130 lavoratori malati di carcinoma e patologie asbesto correlate, 17 dei quali nel reparto At05, molti dei quali sono morti». Ora partirà in Sardegna anche il registro tumori per il quale ha già dato il via libera l'Authority per la privacy. La battaglia dei lavoratori dell'ex Enichem e dell'ex Montefibre di Ottana andrà avanti insieme a quella analoga dei lavoratori della Rumianca di Assemini (ieri presenti a Bolotana) per i quali l'Aiea ha presentato alla procura di Cagliari analoga denuncia a quella già presentata a Nuoro e in seguito alla quale la magistratura nuorese procede per omicidio colposo. «Abbiamo necessità – ha concluso Sabina Contu – di porre fine alle omissioni in cui per anni sono stati relegati i lavoratori sardi esposti all'amianto». Sì, perché di amianto, in Sardegna, si continua a morire.

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