Riforma costituzionale, nasce il comitato per il No
NUORO. Nasce anche in provincia il Comitato per il “no” al referendum confermativo sulle modifiche costituzionali volute dal Governo attraverso la cosiddetta Riforma Boschi. La consultazione popolare,...
NUORO. Nasce anche in provincia il Comitato per il “no” al referendum confermativo sulle modifiche costituzionali volute dal Governo attraverso la cosiddetta Riforma Boschi. La consultazione popolare, allo stato delle cose, si terrà ad ottobre e i contrari al nuovo assetto istituzionale serrano le file per affrontare una campagna di informazione su tutto il territorio. Tra i promotori del comitato provinciale, che sarà costituito ufficialmente il 21 aprile, ci sono tanti ex amministratori, tra cui gli ex primi cittadini di Austis, Lucia Chessa e Chiara Onnis, l’ex sindaco di Gavoi Salvatore Lai e quello di Orotelli, Tore Podda. Poi Michele Sedda, operaio metalmeccanico in pensione, e il dottorando Roberto Ragaglia. «Il gruppo – precisa subito Lucia Chessa – non ha alcuna caratterizzazione politica. Chiunque, che sia rappresentante della società civile o un singolo cittadino, può aderire».
Finora sono una trentina le adesioni raccolte, tra cui Maria De Patre, coordinatrice provinciale e vice coordinatrice nazionale del sindacato degli insegnanti Gilda, che ieri ha ospitato la conferenza stampa di presentazione. Quali le ragioni del no alle riforme, che prevedono, tra l’altro, la modifica delle funzioni del Senato (e la nomina dei senatori) con la fine del bicameralismo perfetto? «Riteniamo che su questo referendum – spiega Lucia Chessa - si giochi la tenuta democratica dell’Italia. Il Senato non eletto è una vergogna e non può essere giustificato dal risparmio sui costi della politica, che invece si tagliano togliendo privilegi ed eliminando la corruzione. Senza considerare che questa riforma, così come quella elettorale (criticata fortemente pure questa, ndr) la sta approvando un Parlamento eletto con il Porcellum, bocciato dalla Corte costituzionale». L’appello dei promotori è «ai cittadini, perché con il loro voto evitino questo disastro». «Si va verso un pericoloso accentramento del potere nelle mani del presidente del Consiglio – aggiunge Salvatore Lai –, l’Italia di uomini soli al comando ne ha avuto già». Al convegno del 21 aprile, che si terrà all’Exmè, parteciperanno il docente universitario Andrea Pubusa e il giornalista Marco Ligas, del Comitato per il “no” di Cagliari.
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