La Nuova Sardegna

Nuoro

Gli ex-sindaci: «Difendiamo la legalità»

di Federico Sedda
Gli ex-sindaci: «Difendiamo la legalità»

Oggi la manifestazione organizzata in paese dopo l’attentato contro l’attuale primo cittadino Nannino Marteddu

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OROTELLI. Gli ex sindaci di Orotelli scendono in campo per difendere la legalità e per condannare in prima persona l’attentato messo in atto ai primi di aprile contro l’attuale sindaco del paese, Nannino Marteddu. Lo faranno oggi con una manifestazione che avrà inizio alle 17 prima con un sit-in davanti al municipio e poi con un’assemblea pubblica che si terrà nel centro polivalente “Franco Pintus” di via Santa Ruche. L’iniziativa è stata presa dagli ex primi cittadini che, a partire dagli inizi degli anni Settanta, hanno guidato l’amministrazione comunale di Orotelli: Gina Cossu, Matteo Marteddu, Gaspare Bosu, Franco Pintus, Salvatore Marteddu, Tore Podda, Teresa Marteddu, Piero Marteddu e Tore Zoroddu.

Nove ex sindaci, tutti di varia estrazione politica, ma tutti legati da un obiettivo comune: difendere la cultura e le tradizioni democratiche e civili di Orotelli per dire no alla violenza. La manifestazione avrà per tema “Legalità, rispetto, diritti, doveri e democrazia: le fondamenta della comunità e del convivere civile”. L’invito a partecipare è stato rivolto a tutti i cittadini che avranno così l’opportunità di ripercorrere con gli ex sindaci un pezzo della recente storia del paese e di riflettere anche sul futuro della comunità rimasta particolarmente scossa dall’attentato intimidatorio contro il sindaco e la sua famiglia.

Tutto è accaduto la notte tra l’1 e il 2 aprile scorso quando, poco prima delle 3, ignoti hanno dato fuoco alle auto del primo cittadino, Nannino Marteddu, 59 anni, sindaco da dieci anni, e della figlia Tania. Le auto erano parcheggiate in un vicolo chiuso, nel retro della loro abitazione, nella parte alta del corso Vittorio Emanuele, a pochi passi dalla caserma dei carabinieri. L'Alfa 33 del sindaco e la Ford Fiesta della figlia, parcheggiate una dietro l’altra, sono rimaste completamente distrutte.

Al punto che neppure i vigili del fuoco di Nuoro, intervenuti per spegnere le fiamme, sono riusciti a stabilire che tipo di innesco sia stato usato per appiccare il fuoco. L’attentato, messo in atto a due mesi dalla scadenza elettorale che vedrà coinvolti anche i cittadini di Orotelli per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale, ha avuto particolare risonanza in Sardegna e non solo perché ha rappresentato una escalation degli atti intimidatori contro gli amministratori comunali dell’isola. Una settimana prima gli attentatori avevano sparato alcuni colpi d’arma da fuoco e fatto esplodere una molotov contro l’abitazione del sindaco di Bottidda e consigliere regionale di Sel, Daniele Cocco. La Sardegna è prima in Italia per numero di attentati ogni 100mila abitanti. Un dato che farà riflettere anche Orotelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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