Abuso d’ufficio, assolto dopo sette anni
La vicenda giudiziaria dell’ex sindaco di Fonni, cominciata nel 2009, si è conclusa con il proscioglimento da ogni accusa
NUORO. Sette anni tra denuncia, indagini e udienze, sono finite alle 16.15 di ieri pomeriggio con una sentenza di piena assoluzione. E alla fine, non solo i giudici del collegio, ma la stessa pubblica accusa ieri ha riconosciuto che l’ex sindaco di Fonni e titolare di uno studio dentistico nuorese, Tonino Coinu, non meritasse affatto di essere condannato per il reato di “abuso d’ufficio” in relazione a un’assunzione interna al Comune di Fonni che secondo l’accusa non era regolare perché non accompagnata, come prevedevano alcune norme, da un’assunzione esterna. «Chiedo l’assoluzione dell’imputato perché il fatto non sussiste», ha chiesto, infatti, al termine della sua requisitoria il pubblico ministero Tommaso Giovannetti. E intorno alle 16.15 di ieri il collegio giudicante, al termine della camera di consiglio, ha accolto le richieste della pubblica accusa, e quelle dei difensori di Coinu, Marcello Mereu e Basilio Brodu, e ha assolto l’ex sindaco di Fonni da ogni accusa, con la “formula piena”: perché “il fatto non sussiste”.
I fatti contestati risalgono al 2009 e nei loro elementi essenziali sono stati ripercorsi ieri in udienza dall’accusa, dalla difesa, e dagli ultimi tre testimoni sentiti in tribunale, alla presenza dello stesso ex sindaco Tonino Coinu.
«Io ero assessore al Bilancio e alle Attività produttive, in quel periodo – racconta il teste Giovanni Melis – ricordo che l’amministrazione aveva fatto un’assunzione esterna e di pari passo una progressione verticale, ovvero un’assunzione interna, che era stata discussa anche con i sindacati. Ne avevamo discusso anche con il nostro consulente, il dottor Bianco». E nell’udienza di ieri, lo stesso Arturo Bianco, esperto di gestione delle risorse umane negli enti locale e componente del nucleo di valutazione del Comune di Fonni, ha spiegato che «La progressione verticale che si era conclusa con l’assunzione di Mario Carta come istruttore amministrativo contabile era una scelta ,rispondente alle norme. È consentito fare concorsi riservati agli interni». Secondo l’accusa, almeno in una fase iniziale, la “progressione verticale”, ovvero un concorso riservato agli interni, era sì possibile a patto, però che fosse accompagnata da un numero pari di assunzioni esterne. Secondo la difesa, tuttavia, così come ha ricordato nel corso della sua arringa l’avvocato Marcello Mereu, «Coinu non ha mai commesso alcuna violazione di norma. La disciplina consentiva, infatti, la procedura di verticalizzazione senza vincoli di alcuna natura».
Il legale ha ricordato anche che in realtà il Comune di Fonni, nell’anno precedente ai fatti contestati, c’era stata un’assunzione esterna, fatta attraverso una procedura di mobilità intercompartimentale. E il legale, citando una sentenza del Tar Toscana, ha ricordato che secondo questa decisione del tribunale amministrativo, la mobilità intercompartimentale era equivalente al concorso pubblico.
Ma è stato lo stesso pubblico ministero Giovannetti, a spiegare che «la regola della riserva del 50 per cento, ovvero che si dovesse assumere anche dall’esterno, quando si procedeva a una progressione verticale, all’epoca dei fatti non era ancora così penalmente rilevante». Per questo ha chiesto e ottenuto l’assoluzione di Coinu.
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