Ecco “Nottenighedda” percorso del gusto nelle cantine del paese
Mamoiada, l’evento del 30 aprile durerà fino a notte fonda Una giornata organizzata dall’associazione dei viticoltori
MAMOIADA. “Nottenighedda”: il 30 aprile, appuntamento a Mamoiada con gli artigiani del vino. La kermesse si inaugurerà nel primo pomeriggio e andrà avanti tutta la notte. In programma una serie di iniziative ed eventi, tra i quali un percorso caratterizzato da diverse tappe, fra le cantine del paese animato dalla degustazione delle diverse produzioni. La manifestazione è organizzata dall’associazione che riunisce i viticoltori del centro barbaricino, in collaborazione con il comitato intitolato alla Madonna di Loreto-Attesu, la Pro loco, la Folgore, l’amministrazione comunale e il coro Armonias.
Nel paese, infatti, è in corso un processo di aggregazione dei diversi operatori della vite e si sta costituendo un sodalizio che raggruppa settanta differenti realtà, le quali intendono lavorare per tutelare e sviluppare questo territorio vocato a tale tipologia di coltura.
La manifestazione, che si terrà di qui a qualche giorno, dunque, intende offrire una opportunità di accrescimento e approfondimento tecnico a favore di quanti appartengono al comparto, presentando, d’altra parte, all’esterno questo particolare spaccato, valorizzato da svariate dimostrazioni di eccellenza ed elevata qualità. La neonata formazione, denominata Mamojà, ha scelto un logo che raccoglie i valori della cultura mamoiadina quali, appunto, un sonaglio. Elemento, che richiama al mondo pastorale e sta alla base della identità, rovesciato come a rappresentare un calice, contente al suo interno la maschera del Mamuthone, la stele “sa perda pintà” e un nuraghe. Tra i primissimi atti, l’associazione ha voluto darsi un disciplinare che punta sulla viticoltura biologica e sulla lavorazione del vino in maniera artigianale. Mamoiada raccoglie tra i suoi confini un’estensione di circa trecento ettari, investiti a vigneto. La morfologia granitica, leggermente acida e la particolare altitudine rispetto al livello del mare, che oscilla dai seicento ai novecento metri, risultano ideali per la maturazione delle uve. I vitigni, rigorosamente ad alberello, sono quelli a bacca rossa, per la quasi totalità Cannonau, con ridotte quantità di Nigheddu Presorju, Monica e Pascale e piccolissime percentuali di vitigni bianchi, quali l’autoctono Granazza e il Vermentino.
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