La Nuova Sardegna

Nuoro

Incendiata un’officina, distrutte dal fuoco 7 auto

Vigili al lavoro per 5 ore per domare le fiamme nel capannone di via Mannironi Nel mirino l’Autocarrozzeria Coinu. Misteriosi i motivi: «Mai ricevuto minacce»

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NUORO. Gli incendiari hanno colpito nel cuore della notte, a un passo dall’ospedale San Francesco e dal comando della polizia stradale, in una delle strade più trafficate della città: via Mannironi. Hanno approfittato del buio per mettere a segno l’ennesimo attentato con il fuoco. Intorno all’una del mattimno, gli attentatori hanno sollevato la pesante serranda il tanto sufficiente per poter gettare all’interno del locale liquido infiammabile, o chissà che cos’altro, e appiccare il fuoco. Le fiamme hanno devastato il capannone dell’officina meccanica “Autocarrozzeria Coinu”, di fronte alla chiesa di San Francesco, e probabilmente avrebbero distrutto l’intera struttura se, intorno all’una e 40, una bombola di gas semivuota abbandonata in un angolo dell’autocarrozzeria non fosse esplosa, sfondando una piccola porzione della parete in cemento armato. La deflagrazione fortissima ha attirato l’attenzione di una pattuglia della squadra volante. Gli agenti hanno cercato il luogo di provenienza dell’esplosione e subito hanno notato le fiamme all’interno del capannone e il fumo che saliva alto verso il cielo della notte.

L’allarme è scattato immediatamente. In via Mannironi sono arrivate dopo pochi minuti alcune squadra dei vigili del fuoco con numerose autobotti e le attrezzature per operare in ambienti con probabili agenti inquinanti nell’aria. I pompieri hanno dovuto lavorare per oltre cinque ore per domare l’incendio, alimentato anche dalle vernici e da altri liquidi infiammabili che c’erano nella carrozzeria. Le fiamme hanno devastato il capannone e completamente distrutto le sette auto che erano custodite all’interno, alcune delle quali erano già state riparate e dovevano soltanto essere restituite ai proprietari.

I danni sono ingentissimi, ma l’incendio non impedirà all’officina di continuare l’attività visto che tutte le attrezzature erano state trasferite già da tempo in un nuovo capannone nella zona industriale di Pratosardo e quello di via Mannironi veniva utilizzato soltanto come deposito e luogo di consegna dei lavori.

«Ci hanno messo in ginocchio, ma stiamo già lavorando per risollevarci e ripartire». Lo sguardo sconsolato corre verso il capannone annerito che sembra quasi bombardato con il buco nella parete e i vetri rotti, ma la rabbia è superiore a tutto. «Ma ricevuto minacce» sottolineano i fratelli Andrea e Marco Coinu, gestori della carrozzeria con il padre Giuseppe, mentre tra una stretta di mano degli amici e attestati di solidarietà, si stanno già dando da fare per sistemare il capannone. (plp)

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