La città della cultura fa ancora polemica su Monumenti aperti
L’assessore Cocco: «Abbiamo fatto un salto di qualità» L’ex assessore Moro: «Ma sul Tribu non dà risposte»
NUORO. Nuoro entra nella Rete delle città della cultura promossa dalla Promo Fondazione. Così ha deliberato ieri mattina il Comune su proposta dell’assessore alla cultura Sebastian Cocco. Una scelta motivata dal fatto che questa istituzione si propone lo scopo di promuovere la programmazione strategica della cultura delle città connesse, attraverso lo scambio di buone pratiche sulla valorizzazione dei beni culturali e il turismo ad essi collegato. L’amministrazione Soddu ha risposto positivamente all’invito di adesione alla rete che comprende alcuni importanti centri della Sardegna come Alghero e Sassari e importanti città d’arte italiane come Firenze, Genova, Lucca, Perugia e Matera. Soddisfatto l’assessore Sebastian Cocco: «L’adesione di Nuoro alla rete delle città della cultura è un salto di qualità importante per la nostra città che d’ora in avanti potrà lavorare in connessione con le più importanti realtà italiane in ambito culturale. Per noi una grande occasione per apprendere ed essere, al tempo stesso, promotori di buone pratiche volte a riconoscere a Nuoro il ruolo e la visibilità che merita e che finora non ha ancora avuto. L’adesione alla Rete è uno dei tanti tasselli del mosaico che stiamo intessendo in funzione della candidatura di Nuoro a capitale europea della cultura, un orizzonte ambizioso al quale crediamo sempre fermamente».
«Fanno sorridere dunque – conclude Cocco – gli starnazzi di chi in passato ha avuto un approccio alla cultura approssimativo e mediocre e che si chiede le ragioni della mancata adesione a Monumenti aperti». Il riferimento chiaro è al gruppo consiliare del Pd, che sul tema ha presentato una interrogazione urgente per sapere «la data di ricevimento della proposta di Imago Mundi Onlus per l’edizione 2016 di Monumenti aperti; la quota di partecipazione a carico del Comune in caso di partecipazione; in capo a quale assessorato è assegnata la competenza in questa specifica materia; la motivazione della mancata partecipazione del Comune di Nuoro per l’edizione 2016; se si ritiene di aderire per le prossime edizioni e comunque prima del 2033». «Questa manifestazione – risponde Cocco –, di valenza fondamentalmente solo regionale, richiedeva una cospicua quota di adesione (circa 5 mila euro circa), che questa giunta ha deciso semmai di impiegare nei monumenti chiusi che la precedente amministrazione ha lasciato in eredità. Costoro vorrebbero fare dimenticare la duplice figuraccia che hanno fatto fare alla città nel 2015: il Tribu, unico museo comunale, chiuso e la confusione del logo della città di Nuoro con quello del Comune di Olbia. Sono pertanto ben lontano dalla cattedrale dalla quale vorrebbero dare lezioni di buona amministrazione». «Siamo proprio al paradosso – replica immediato Leonardo Moro, ex assessore alla cultura –, l’incapacità a gestire le deleghe assegnate, oltreché innervosire l’assessore competente, lo espone al ridicolo quando parla del Tribu chiuso dopo che giace da tre mesi un’interrogazione sulla sua riapertura, forse sta trattando con la Regione per la gestione al Man, sbaglia l’importo della quota di adesione gonfiandone l’entità così come han fatto col fantomatico buco di bilancio, ma tant’è non partecipano alla manifestazione privando la città di un appuntamento importante. Non si consulta neanche col consigliere Manca, oggi in maggioranza, che fece, a suo tempo, una pertinente interrogazione sul medesimo argomento nel precedente mandato amministrativo, lo stesso in cui l’assessore competente non riuscì ad entrare».
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