La Nuova Sardegna

Nuoro

IL PROCESSO per le pecore nere

«Mai sperimentazioni col carbone»

«Mai sperimentazioni col carbone»

Inquinamento, in tribunale la testimonianza di due lavoratori

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NUORO. «Escludo in modo categorico che la caldaia in funzione la notte del 14 aprile 2013 fosse alimentata dal combustibile Cwf, la miscela innovativa a base di acqua e carbone». Giovanni Gaias, il coordinatore della squadra di manutenzione della centrale di Ottana, ieri in aula ha escluso che la nube fuligginosa che tre anni fa investì la piana tra Ottana e Noragugume sia stata causata da una sperimentazione in corso nell’impianto.

Un punto a favore della difesa, quindi, nell’udienza del processo ribattezzato “pecore nere” che vede imputati, in concorso tra loro, Paolo Clivati, il patron della centrale elettrica di Ottana, e il direttore dell’impianto Mario Tatti. Entrambi sono accusati di inquinamento atmosferico per aver proceduto a una sperimentazione con una miscela di carbone e acqua (nota come Cwf) al posto dell’olio combustibile normalmente utilizzato nell’impianto per la produzione di energia.

Secondo l’accusa – formulata dal pm Andrea Vacca– la nube tossica che la notte del 14 aprile 2013 aveva ricoperto di una polvere nera e oleosa le greggi e i terreni era fuoriuscita dalla centrale elettrica. E sarebbe stata causata proprio dalla sperimentazione di un nuovo combustibile a base di carbone liquido. «La caldaia era entrata in funzione qualche giorno prima del 14 aprile 2013 – ha ricordato Gaias – Prima di essere messa in funzione è stata aperta e controllata, così come prevedono le procedure. Non solo. Ho anche controllato tutto il ciclo di produzione. Posso dire con certezza che la caldaia era alimentata con olio combustibile e non con la nuova miscela a base di carbone». Ma, come è stato accertato nel corso dell’istruttoria, la caldaia in funzione quella notte era predisposta anche per l’uso del Cwf. «Si è vero – ha precisato l’operaio – Ma il bruciatore destinato alla sperimentazione di questo nuovo combustibile non era mai stato attivato».

Come ha spiegato un altro testimone ci sono due linee nella centrale elettrica di Ottana, una per il carbone liquido (Cwf), l’altra per l’olio combustibile, il Btz. «Sulla linea del carbone liquido ci sono state diverse prove sperimentali nei primi mesi del 2013 – ha ammesso il manutentore Egidio Enna–, ma la miscela non è mai arrivata al bruciatore anche perché sarebbero state necessarie diverse modifiche strutturali». Alla domanda del giudice monocratico Tommaso Bellei se il carbone liquido fosse stato utilizzato nella caldaia in funzione quella notte, oltre che nelle prove di linea, il teste non ha avuto alcun dubbio. «No» è stata la sua risposta. «E nei giorni precedenti? », ha insistito il giudice. «No – ha ripetuto l’operaio – Per bruciare il carbone liquido bisogna preparare la linea e seguire una procedura complicata e questo non è avvenuto, ne sono certo». Alla prossima udienza, fissata per il 12 maggio, saranno sentiti i consulenti della difesa. (g.z.)

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